Effetto Brexit ancora forte sui mercati: sterlina prosegue la discesa, yen e prezzo dell’oro in rialzo grazie alla corsa ai beni rifugio.
Le conseguenze della Brexit sui mercati, dopo la decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea, continuano con un effetto a cascata: la sterlina prosegue il crollo vicina ai minimi di 31 anni e le borse asiatiche - ad esclusione del Giappone - scendono ancora insieme al petrolio.
Il crollo delle sterlina si estende e i futures sul Ftse 100 segnano un calo di un altro 3% rispetto al sell-off dello scorso venerdì: pesa l’incertezza per i mesi futuri, l’instabilità politica nel Regno Unito e il ritorno del moto di indipendenza in Scozia.
La corsa ai beni rifugio ha sostenuto il rialzo del prezzo dell’oro e dei titoli di stato USA, il Nikkei rimbalza dalla sessione peggiore degli ultimi 5 anni sulle aspettative di un prossimo intervento del governo per stabilizzare i mercati finanziari.
La vittoria della Brexit ha fatto crollare i mercati mondiali nella sessione dello scorso venerdì, insieme alla sterlina e agli asset ad rendimento, facendo bruciare più di 2.500 miliardi di valore.
I prossimi giorni e settimane saranno fondamentale per il ruolo delle banche centrali, che saranno impegnate a limitare la volatilità dei mercati finanziari.
La Banca Centrale Europea sta tenendo un meeting di tre giorni a Sintra, in Portogallo, che includerà degli interventi del presidente Mario Draghi e di Janet Yellen, presidente della Federal Reserve.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel ospiterà il Presidente UE Donald Tusk a Berlino nella giornata di oggi per parlare del piano del Regno Unito per uscire dal blocco.
Manifestazioni e proteste in piazza nel Regno Unito contro il SI alla Brexit, nasce una petizione per indire un secondo referendum ma l’UE parla chiaro: che il processo di abbandono del Regno Unito avvenga nel più breve tempo possibile.
Prosegue l’effetto Brexit sul Forex
La sterlina è scesa di un altro 2% a 1,3403 dollari nella sessione di Tokyo, variazione che si va ad aggiunge al crollo dell’8,1% di venerdì. L’euro si è indebolito ancora dell’0,8% contro il biglietto verde, dopo aver ceduto il 2,4% durante l’ultima sessione.
Il dollaro canadese scende dello 0,4% insieme ai dollari di Australia e Nuova Zelanda, fortemente esposti a mercati delle materie prime.
Lo yen è salito di un altro 0,3% contro il dollaro a quota 101.89. Lo scorso venerdì è schizzato al rialzo del 3,9% ai massimi del 2013. Il ministro delle Finanze giapponese, Taro Aso, ha detto ai giornalisti che il primo ministro Shinzo Abe ha richiesto varie misure per stabilizzare i mercati giapponesi. I commenti arrivano dopo un incontro tra i due insieme al vice governatore della banca centrale del Giappone Hiroshi Nakaso.
Dallo scorso venerdì i trader hanno iniziato la corsa ai beni rifugio, causando un rialzo della quotazione dell’oro di circa il 5% ai massimi di due anni, mentre i rendimenti dei Treasury USA sono scesi di 19 punti base, la discesa giornaliera più pesante dal 2009.
Oggi prosegue la corsa con un +0.7 %, pronto a toccare i massimi di luglio 2014.
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