Testimoni di nozze: quanti se ne possono avere in Comune e in chiesa

Isabella Policarpio

08/07/2020

08/07/2020 - 16:35

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Per sposarsi, sia con rito civile che religioso, è obbligatorio avere dei testimoni. A cosa servono, quanti se ne possono avere e chi può fare da testimone? Tutto quello che c’è da sapere.

Testimoni di nozze: quanti se ne possono avere in Comune e in chiesa

I testimoni di nozze sono un elemento indispensabile del matrimonio, in chiesa come in Comune. Infatti sia che si scelga il rito religioso che quello civile, la presenza dei testimoni di entrambi gli sposi è obbligatoria e prevista per legge.

Generalmente a fare da testimone di nozze sono i genitori, i fratelli o altri parenti degli sposi, e spesso anche gli amici.

Ma quanti testimoni si possono avere e chi può fare da testimone di nozze? Tra matrimonio civile e religioso ci sono alcune differenze: in questo articolo tutto sui testimoni, numero massimo e minimo, requisiti e a cosa servono.

Testimoni rito civile: quanti devono essere?

Chi decide di sposarsi in Comune senza rito religioso in chiesa deve avere per legge dei testimoni di nozze: ai sensi dell’articolo 107 del Codice civile i testimoni devono essere due, possono essere parenti e devono presentarsi nel giorno indicato dagli sposi davanti l’ufficiale di stato civile.

Se uno degli sposi, per malattia improvvisa o altro motivo, non può presentarsi al matrimonio nel giorno stabilito il rito deve essere celebrato nel luogo in cui si trova lo sposo o la sposa. In tal caso devono essere presenti l’ufficiale di stato civile, il segretario comunale e quattro testimoni.

Solo in questa circostanza eccezionale il numero dei testimoni deve essere raddoppiato. Tale possibilità è disciplinata dall’articolo 110 del Codice civile e serve per sopperire alla mancanza di solennità del rito celebrato in luogo diverso dal Comune.

Matrimonio religioso, quanti testimoni si possono avere?

Anche nel rito religioso i testimoni sono indispensabili, pena la nullità dell’atto. In questo caso il numero dei testimoni è stabilito dall’articolo 1108 del Codice di diritto canonico: sono ammessi fino a due testimoni per la sposa e altri due per lo sposo, quindi quattro al massimo. Ma se gli sposi lo desiderano possono avvalersi di un testimone ciascuno (quindi due in totale).

Se uno degli sposi o entrambi hanno nazionalità straniera la legge prevede l’obbligo che almeno uno dei testimoni prescelti sia un cittadino italiano.

Chi può fare da testimone di nozze

I testimoni, come noto, devono firmare l’atto alla fine della cerimonia civile o religiosa insieme agli sposi. Per questo devono soddisfare due requisiti imprescindibili:

  • la maggiore età;
  • la capacità di intendere e volere.

Gli stessi requisiti valgono anche per i matrimoni celebrati in chiesa: nulla vieta ad una persona non battezzata, sposata in Comune, separata o divorziata di fare da testimone se gli sposi lo desiderano.

A cosa servono i testimoni di nozze

Ora che abbiamo chiarito il numero e i requisiti dei testimoni, vediamo a cosa servono e perché la loro presenza è indispensabile.

La presenza dei testimoni serve a dare ufficialità e garantire la correttezza del rito, sia in chiesa che in Comune. I testimoni devono assistere a tutta la celebrazione, prestare attenzione e, soprattutto, alla fine del rito devono firmare l’atto che certifica il matrimonio insieme agli sposi e all’incaricato del Comune/parroco. Questo verrà poi inserito nei registri dello Stato civile.

L’atto in questione contiene le generalità degli sposi, dei testimoni, la data delle pubblicazioni in Comune, il luogo della cerimonia e il nome della persona che ha unito i due sposini.

Iscriviti alla newsletter