Testamento pubblico: cos’è, come si redige, vantaggi e svantaggi

Stefania Manservigi

27 Giugno 2017 - 18:17

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Che cos’è un testamento pubblico? Come si redige? Tutto quello che c’è da sapere su questo tipo di espressione della volontà testamentaria. Vantaggi e svantaggi.

Il testamento pubblico è una delle forme con cui il testatore può disporre dei suoi beni per quando avrà cessato di vivere.
Esistono infatti diverse tipologie di testamenti: il testamento olografo, il testamento pubblico, il testamento segreto e i cosiddetti testamenti speciali.
Il testamento pubblico si distingue dalle altre tipologie di testamenti perché consiste in un atto pubblico ricevuto da un notaio alla presenza di due testimoni.
Quali sono i requisiti che deve avere un testamento pubblico? Come si redige? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Di seguito tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Testamento pubblico, che cos’è? I requisiti

Come accennato, il testamento pubblico è l’atto ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni con cui il testatore dispone dei suoi beni per quando avrà cessato di vivere.
Il testamento pubblico, per la sua particolarità di essere ricevuto da un notaio, consente di essere disposto da tutti e di accertare l’effettiva volontà del testatore.
Il testamento pubblico, rispetto alle altre tipologie di testamento, prevede un rigido formalismo. Proprio per questo i requisiti richiesti per poter identificare come pubblico un testamento sono i seguenti:

  • intervento del notaio;
  • presenza dei testimoni (maggiorenni, pena l’invalidità dell’atto);
  • costituzione ed identificazione del testatore;
  • eventuale presenza dell’interprete, che diventa indispensabile quando il testatore non sia in grado di esprimere le sue volontà in maniera comprensibile per il notaio essendo ad esempio privo della vista o dell’udito. In questo caso dovrà essere accertata l’idoneità dell’interprete che dovrà essere sottoposto a giuramento;
  • dichiarazione di volontà orale al notaio alla presenza dei testimoni;
  • redazione per iscritto della volontà da parte del notaio con eventuale menzione che il testatore non può sottoscrivere;
  • lettura dell’atto al testatore ed ai testimoni (ed eventualmente all’interprete) da parte del notaio;
  • menzione delle formalità compiute, luogo, data ed orario di chiusura del testamento, sottoscrizione da parte del testatore, dei testi, dell’eventuale interprete, e del notaio.

Testamento pubblico: la dichiarazione di volontà orale

Come abbiamo visto uno dei requisiti essenziali di un testamento pubblico è la dichiarazione di volontà orale del testatore. Tale dichiarazione comporta la necessità per il notaio di identificare il testatore, anche attraverso i testimoni qualora non lo conoscesse. Inoltre il notaio in questa fase deve accertare la capacità del testatore di esprimere una valida volontà e di indagare in concreto quale essa sia, traducendola in una forma giuridica appropriata senza tradire né influenzare la volontà del soggetto testante.
La presenza dei testimoni serve a garantire la provenienza della dichiarazione del testatore, e ad accertare la corretta riproduzione della volontà del testatore che non deve essere influenzata dal notaio.

Come si redige un testamento pubblico? La redazione per iscritto

Il testamento pubblico deve essere redatto dal notaio che può affidarsi anche a una persona terza di fiducia che dovrà redigere l’atto sotto la sua guida. In questa fase non è necessaria la presenza dei testimoni, non essendo la stessa prevista nel codice civile.
Il testamento pubblico deve contenere l’indicazione del luogo, della data e dell’ora della sottoscrizione e deve essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal notaio.
Qualora il testatore non possa sottoscrivere l’atto perché analfabeta o a causa di un impedimento oppure qualora possa farlo solo con gravi difficoltà, lo stesso deve dichiarare la causa dell’impedimento che deve essere menzionata dal notaio prima della lettura dell’atto.
Cosa succede se il testatore è sordo o muto? Se è completamente privo dell’udito il testatore deve leggere l’atto e il notaio deve farne menzione sull’atto stesso; se il testatore è muto o sordomuto occorre invece l’intervento di un interprete e si devono osservare le seguenti formalità: il muto o sordomuto che sappia leggere e scrivere deve leggere (mentalmente) l’atto e scrivere alla fine dello stesso e prima della sottoscrizione che lo ha letto e riconosciuto conforme alla sua volontà; se, oltre ad essere sordo, muto o sordomuto non sa o non può leggere e scrivere, è necessario che il suo linguaggio a segni sia compreso anche da uno dei testimoni (che devono essere quattro) o che intervenga all’atto un secondo interprete.
Una volta redatto il testamento pubblico il notaio deve darne lettura in presenza del testatore e dei testimoni operazione necessaria a garantire il controllo diretto del testatore sulla corrispondenza dell’atto alla sua volontà.
Importanza particolare ha la menzione delle formalità, richiesta affinché l’atto possa far fede.

Testamento pubblico: quando può essere considerato nullo?
Il testamento pubblico è nullo quando presenta gravi anomalie ossia nello specifico quando:

  • il notaio non ha riportato per iscritto la volontà del testatore;
  • non vi è la sottoscrizione del testatore o non sono state osservate le formalità richieste nel caso di impedimento alla sottoscrizione ;
  • manca la sottoscrizione del notaio.

Testamento pubblico: vantaggi

Il testamento pubblico, rispetto alle altre forme di testamento, presenta una serie di vantaggi. Il primo vantaggio è che il testamento redatto davanti al notaio fa pubblica fede fino a querela di falso: ciò significa che fa piena prova per tutto quello che il notaio attesta essere avvenuto in sua presenza nell’esercizio delle sue funzioni.
Essendo redatto alla presenza di un notaio, inoltre, è possibile avvalersi della guida di un esperto per rendere l’atto inoppugnabile.
Altro vantaggio riguarda la conservazione: fino alla morte del testatore il notaio conserva il testamento in appositi fascicoli, e lo registra nel repertorio per gli atti di ultima volontà. Una copia dell’atto viene poi inviata all’archivio notarile.
Infine il testamento pubblico consente a tutti, anche alle persone analfabete o con qualche impedimento, di fare testamento.

Testamento pubblico: svantaggi

Tra gli svantaggi del testamento pubblico c’è sicuramente il costo: devono infatti essere corrisposti degli onorari al notaio per l’opera prestata. Inoltre, pur essendo sia il notaio che i testimoni tenuti al segreto professionale, in ogni caso gli stessi vengono a conoscenza delle volontà testamentarie.

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