Tasi 2014: come cambieranno aliquote e detrazioni?

Tasi 2014, continua il grande enigma su aliquote e detrazioni. Già questo mese potrebbe arrivare l’intervento del Governo, con un emendamento al dl Imu-Bankitalia o con un apposito decreto. Vediamo insieme le ipotesi al vaglio dell’esecutivo.

Tasi 2014, il cantiere delle aliquote e delle detrazioni riparte da dove lo avevamo lasciato: nella confusione più totale. Si sperava che la querelle sulla tassazione immobiliare si fosse conclusa con la difficile gestazione che ha portato al varo definitivo della Legge di Stabilità, e invece rischiamo di dover ripartire dal “via”, come in un estenuante gioco dell’oca.

In arrivo un aumento delle aliquote?

La questione è nota ai più: i sindaci da mesi lamentano a gran voce che i Comuni sono stati le vere vittime dell’abolizione della tassa sulla prima casa, e hanno accolto con preoccupazione e proteste l’impianto della Tasi, con le sue aliquote calmierate, nel 2014, al 2,5 per mille per le prime abitazioni e al 10,6 per le seconde. Infatti, secondo i dati diffusi da Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani, con la nuova Tasi le casse comunali del Belpaese si vedrebbero mancare un gettito di ben 1,5 miliardi di euro nel solo 2014. In merito, già poco prima della pausa natalizia lo stesso Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali, aveva anticipato la nascita di un apposito decreto:

In cui rivedremo la flessibilità delle aliquote

proprio per colmare il buco creato dalla Tasi. Giusto ieri il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, ha paventato l’ipotesi di un emendamento governativo sul tema già il prossimo 8 gennaio, giorno in cui approderà in Aula al Senato il dl Imu-Bankitalia, non escludendo la possibilità, tuttavia, di un apposito decreto da approvare in Consiglio dei Ministri.

Le ipotesi: aliquota prima casa 3,5 per mille, seconda casa 11,6 per mille

Ecco quindi il paradosso: una tassa che non ha ancora visto la luce, e che sulla carta (della legge di Stabilità) ha determinate aliquote, rischia già di essere rivista. Ovviamente al rialzo: i Comuni chiedono infatti un incremento al 3,5 per mille (dal previsto 2,5) per le prime abitazioni, e al 11,6 per mille (dal previsto 10,6) per le seconde case. In cambio si impegnerebbero ad aumentare le detrazioni in modo da esentare dal pagamento quegli stessi proprietari che, per effetto delle detrazioni Imu, nel 2012 non avevano dovuto versare neanche un euro di tassa sulla prima casa.

Cosa ne pensa il Nuovo centrodestra?

Il nodo gordiano, come sempre, è l’equilibrio della coalizione di Governo. Il Nuovo centrodestra, infatti, negli scorsi mesi non ha mai mancato di intestarsi politicamente la riuscita abolizione della vecchia Imu sulla prima casa, e ha difeso ostinatamente l’impianto della Tasi. Quest’ultima, però, nella sua versione “light”, che doveva consentire ai cittadini di pagare meno rispetto a quanto versato nel 2012. Ecco perché le ipotesi di rincaro della Tasi (con sempre più probabile stangata sulle seconde case, che non godranno di alcuna detrazione), rischiano di rivelarsi l’ennesimo banco di prova per la tenuta del Governo Letta-Alfano.

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IMU Tasi

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