Svizzera, al referendum anti-burqa vince il Sì: vietato indossarlo in pubblico

Mario D’Angelo

07/03/2021

07/03/2021 - 19:50

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In Svizzera sarà vietato indossare il burqa e altri veli che coprono il viso: vittoria del sì con una maggioranza del 51,2% in 20 Cantoni su 26.

Svizzera, al referendum anti-burqa vince il Sì: vietato indossarlo in pubblico

In Svizzera sarà vietato indossare il burqa nei luoghi pubblici. Sono stati gli elettori svizzeri a deciderlo, nell’ambito di un referendum sul divieto di dissimulare il proprio viso. La maggioranza, del 51,2%, ha prevalso in 20 Cantoni su 26.

Era contrario il Governo del Paese, secondo cui l’iniziativa era eccessiva in relazione al basso numero di casi di burqa, niqab e altri veli che coprono il viso delle donne musulmane. Altri critici colgono l’ironia del divieto di nascondere il viso quando tutta la popolazione indossa mascherine a causa di un’emergenza pandemica.

Svizzera, iniziativa anti-burqa: vince il sì

Il referendum “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso”, soprannominato iniziativa anti-burqa, è stata promossa dall’Unione Democratica di Centro, la destra conservatrice. Il bando riguarda riguarda il divieto di indossare veli in pubblico, quindi sia all’aperto che nei negozi.

Il testo vieta la copertura del viso delle donne di fede islamica sia con niqab che burqa, sia con bandane e passamontagna durante le manifestazioni. Il testo, quindi, non nomina esplicitamente i veli musulmani, ma è su di essi che si sono concentrati slogan come “Stop all’Islam radicale” e “Stop all’estremismo”.

Il referendum è stato anche oggetto di contestazioni che accusavano i promotori di razzismo e islamofobia. Per Ines El-Shikh, portavoce del movimento femminista musulmano “Foulard viola”, con il nuovo divieto “si crea l’impressione di un problema, quando in Svizzera ci sono solo poche donne che indossano il burqa”.

Governo e Parlamento si erano detti d’accordo sulla necessità di lavorare per la tutela delle donne, “ma non in questo modo”. Oltretutto, la materia in questione è di competenza prevalentemente dei Cantoni. Il divieto era infatti già in vigore in due Cantoni, Ticino e San Gallo.

Trattandosi di una modifica costituzionale, il referendum doveva ottenere sia la maggioranza dei voti nazionali che quella dei 26 Cantoni svizzeri. Sempre nella giornata di oggi, sono state votate a livello federale anche una legge sui servizi di identificazione elettronica e un decreto federale sull’Accordo di partenariato economico globale con l’Indonesia.

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