Rivoluzione Super Champions: dal 2024 campionati il mercoledì e Coppe il weekend

Alessandro Cipolla

26/03/2019

26/03/2019 - 10:35

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Intesa tra Aleksander Čeferin (Uefa) e Andrea Agnelli (ECA) sulla Super Champions: dal 2024 ci potrebbero essere tre Coppe da giocare nel fine settimana con promozioni e retrocessioni.

Il mondo del calcio si appresta a vivere un’ennesima rivoluzione: a partire dalla stagione del 2024 potrebbe nascere il nuovo format della Champions League, dove i top club avranno sempre più peso e che si andrebbe a disputare nel weekend facendo traslocare così i campionati nazionali nel mezzo della settimana.

L’idea a cui stanno lavorando Uefa ed ECA (l’associazione dei principali club europei) sarebbe quella di una Super Champions affiancata da altre due Coppe continentali, legate tra di loro con un meccanismo di promozioni e retrocessioni.

Così facendo si andrebbe a escludere in maniera definitiva l’ipotesi di una Superlega, con i top club che così avranno maggiori garanzie e vedranno aumentare i propri introiti nonostante che i premi di questa edizione della Champions siano già da record.

Come la Superchampions cambierà il calcio

Da anni l’ECA, in precedenza guidata da Karl-Heinz Rummenigge e ora da Andrea Agnelli, sta lavorando a un progetto di Superlega in stile NBA: a prenderne parte sarebbero solo i maggiori club europei, senza che siano previste retrocessioni.

Una sorta di campionato di élite che naturalmente andrebbe a svuotare di significato - e di sponsor - la Champions League. Proprio per scongiurare questa ipotesi di scissione, la Uefa già di recente ha approvato una riforma con l’Italia che così da questa edizione ha quattro posti sicuri nella fase a gironi.

Ma questo potrebbe non bastare. Il piatto è sempre più ricco e i grandi club vogliono avere maggiori garanzie e introiti. Ecco dunque che la Gazzetta dello Sport lo scorso novembre ha raccontato di un’intesa di massima raggiunta tra Alexsander Čeferin e Andrea Agnelli.

Il primo passo dovrebbe essere quello della nascita, dal 2024, di una terza Coppa europea che andrebbe ad affiancare la Champions e l’Europa League. Ogni competizione sarebbe formata da 32 squadre (quattro gironi da otto), con tanto di otto promozioni e retrocessioni tra le tre competizioni.

La competizione principale sarebbe la Super Champions che sarebbe dinamica e non statica a differenza di una possibile Superlega, ma il principio di fondo resterebbe sempre quello: premi e giro d’affari da capogiro riservati in maniera quasi del tutto esclusiva soltanto ai top club.

Inoltre per aumentare la visibilità di questa nuova Champions, gli incontri si dovrebbero disputare durante i weekend mentre i campionati nazionali andrebbero a slittare ai giorni feriali.

Le conferme di Ceferin e Agnelli

In una conferenza stampa congiunta Ceferin e Agnelli hanno annunciato come sia stata trovata l’intesa, tra Uefa ed ECA, sulla nascita della terza Coppa e sull’addio al progetto della Superlega.

Abbiamo lavorato per sviluppare una terza competizione - ha annunciato Andrea Agnelli - che ora attende l’approvazione della commissione esecutiva a dicembre. Se questa verrà approvata, dal 2024 ci sarà una nuova competizione. La nostra intenzione è quella di cambiare il calendario internazionale delle partite. I calendari vanno armonizzati con i tornei che si giocheranno negli anni pari. Una volta che questo verrà fatto, potremo decidere come sviluppare la competizione”.

Un progetto questo molto complesso ma che sembrerebbe essere l’evoluzione naturale della Champions League: in un calcio che ormai è sempre più legato al dio denaro, per alimentarsi c’è bisogno di aumentare il giro d’affari e quindi lo spettacolo.

Vedere ogni settimana la Juventus, il Milan e l’Inter, si parla anche della Roma, affrontare Barcellona, Real, United etc… avrebbe un maggior impatto globale rispetto a un match contro lo Young Boys con rispetto parlando.

Il rischio però è che così facendo possa aumentare ancora di più il gap economico tra l’élite del calcio e tutte le altre squadre: si innalzerebbe senza dubbio lo spettacolo, ma si perderebbe gran parte del romanticismo di questo sport che ormai sembrerebbe ragionare soltanto in termini di business.

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