Stipendi Pa: aumenti solo per i redditi più bassi?

Stefania Manservigi

17 Maggio 2016 - 18:45

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Sta per partire la trattativa per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della Pa. Gli aumenti di stipendio saranno previsti solo per i redditi più bassi?

Le ultime notizie sui dipendenti della Pubblica Amministrazione riguardano le trattative per il rinnovo dei contratti.
Dopo sette anni di blocco, infatti, sembra ripartita la trattativa che interessa gli oltre tre milioni dipendenti statali e, a tal proposito, si stanno diffondendo indiscrezioni che riguardano possibili premi di produttività e aumenti di stipendio.
Tra le misure che dovranno essere discusse, inoltre, anche la possibilità per i dipendenti della Pa di accedere alla pensione anticipata.
Il blocco dei contratti statali è stato infatti bocciato dalla Corte Costituzionale. La recente ridefinizione dei comparti da undici a quattro farebbe quindi presumere un avvio delle trattative con i sindacati che dovrebbe avvenire a breve.
Ma gli aumenti di stipendi della Pa riguarderanno solo i redditi più bassi? Ecco tutte le indiscrezioni.

Stipendi Pa, gli aumenti riguarderanno solo i redditi più bassi?
A breve dovrebbero partire le trattative per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della Pa. Il Ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia, infatti, nei prossimi giorni consegnerà all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione, le linee guida che dovranno essere seguite nella contrattazione con i sindacati.
Tra le linee guida più attese ci sono anche quelle che riguardano gli aumenti degli stipendi considerando che questi non riguarderanno tutti.
Il criterio che dovrebbe essere utilizzato per stabilire gli aumenti di stipendi dei dipendenti della Pa, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe essere lo stesso utilizzato per l’assegnazione del bonus di 80 euro. Ad essere premiati, dunque, dovrebbero essere i redditi più bassi.
La decisione di limitare gli aumenti di stipendi della Pa a una fascia di lavoratori è dovuta all’impossibilità di incrementare la cifra di 300 milioni di euro stanziata per il rinnovo dei contratti nell’ultima Legge di Stabilità.
Ad essere oggetto di trattativa, tuttavia, dovrebbe essere il limite di reddito che farà scattare gli aumenti.
Controversa invece la questione degli arretrati: i sindacati sono intenzionati a chiedere i pagamenti a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2015, mentre il Governo sarebbe orientato a concederli solo a partire dall’anno in corso.
Per quanto riguarda invece i premi di produttività, in base a quanto disposto dalla riforma Brunetta, il 50 per cento delle risorse dovrebbe essere distribuita al 25 per cento dei dipendenti della Pa più meritevoli e il rimanente 50 per cento ad una ulteriore fascia pari al 50 per cento dei dipendenti. Rimarrebbe escluso quindi un 25 per cento di dipendenti Pa considerati meno meritevoli.

Dipendenti Pa, possibilità di pensione anticipata?
Tra le misure che potrebbero essere discusse con i sindacati potrebbe esserci anche quella riguardante la pensione anticipata per i dipendenti della Pa. Secondo il Ministro Madia, infatti, anticipare l’’uscita dal lavoro anche di un anno consentirebbe l’abbassamento dell’età media dei dipendenti e il turn over generazionale.

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