Sterlina rischia di tornare a 1,45$ con stime sul PIL UK al ribasso

Nicola D’Antuono

1 Ottobre 2015 - 08:52

Pil britannico rivisto al ribasso, si allontana ancor di più il rialzo dei tassi UK. Sul forex male la sterlina, che scende in area 1,51 sul dollaro. Possibile un nuovo sell-off.

Sterlina rischia di tornare a 1,45$ con stime sul PIL UK al ribasso

L’andamento dell’economia britannica continua a evidenziare alti e bassi, che tendono a far diminuire le aspettative su un imminente rialzo dei tassi di interesse nel Regno Unito. Ormai è certo che il costo del denaro non sarà alzato fin quando il pil non correrà a ritmi più sostenuti e comunque fino a quando la FED non inaugurerà il ciclo di rialzi dei tassi.

La stima sul pil britannico del secondo trimestre è stata rivista al ribasso al 2,4% dal 2,6% su base tendenziale, nonostante il forte apporto del comparto dei servizi. Il rallentamento è originato dalla crisi dei mercati asiatici, Cina in primis, che hanno diminuito nettamente la domanda di prodotti made in UK.

Al momento il mercato stima che la Bank of England possa incrementare i tassi solo nel novembre 2016, per cui appare chiaro che le ripercussioni sulla sterlina non potranno essere che negative. Sullo sfondo, poi, resta l’incognita politica afferente la possibile uscita dall’Europa (“Brexit”), che non dovrebbe sicuramente contribuire ad attrarre investitori sugli asset britannici.

Sul forex la sterlina è in difficoltà già da diverso tempo, ma ora rischia di perdere alcuni supporti chiave nel rapporto di cambio con il dollaro statunitense. Il cosiddetto “Cable” è sceso sui minimi degli ultimi 4 mesi e mezzo e ora mianccia di andare ben al di sotto di quota 1,51.

Ieri il cambio GBP/USD è sceso sotto il supporto chiave di 1,5170, spingendosi poco sotto 1,5110. Stamattina sui mercati asiatici il cambio Sterlina/Dollaro è in lieve recupero in area 1,5130, ma la sensazione è che il breakout ribassista possa avvenire da un momento all’altro. Tale scenario negativo per la valuta di Sua Maestà dovrebbe favorire un sell-off molto significativo, anche al di sotto della soglia psicologica di 1,50. Il target di breve-medio periodo, ovvero entro fine anno, dovrebbe essere 1,4580 – 1,4560, ovvero i bottom risalenti ad aprile scorso.