Stato di emergenza: cosa significa e cosa cambia per Francia e Turchia

Cosa significa Stato di emergenza? Ecco quali misure verranno adottate dai Governi di Francia e Turchia.

Cosa significa Stato di emergenza?

Sono giorni delicati per la Politica Internazionale. Infatti, dopo l’ennesimo attacco terroristico da parte dell’ISIS, la Francia ha esteso lo Stato di emergenza fino al 2017.

Anche in Turchia il clima è ancora teso dopo il tentativo di golpe fallito. Il Presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, dopo aver presieduto il Consiglio di sicurezza nazionale, ha proclamato lo “Stato di emergenza” per tre mesi.

Quindi, nonostante gli avvenimenti di Francia e Turchia siano così diversi tra di loro, c’è un fattore che li accomuna: entrambi i Paesi al momento versano in uno Stato di emergenza.

Cosa si intende per Stato di emergenza? Cosa cambia adesso per Francia e Turchia? Lo Stato di emergenza nel diritto internazionale è regolato dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici delle Nazioni Unite firmata nel 1966. In Francia invece l’état d’urgence è stato istituito qualche anno prima, il 3 aprile del 1955, con la Legge n° 385. Ecco cosa significa dichiarare lo Stato d’emergenza e quali misure adotteranno Francia e Turchia in questi mesi.

Cosa significa Stato d’emergenza?

Secondo le norme del diritto internazionale, per Stato di emergenza si intende quella misura adottata da un Governo nazionale in caso di pericoli imminenti che potrebbero minacciare la stabilità di una nazione.

Solitamente, lo Stato di emergenza viene dichiarato dopo un disastro naturale, durante periodi di forti disordini civili, o in seguito ad una dichiarazione di guerra. Lo Stato di emergenza, però, può essere dichiarato anche in caso di minacce esterne come avvenuto in Francia dopo gli attentati terroristici che in questi mesi hanno sconvolto il Paese.

Quali misure vengono adottate durante lo Stato di emergenza? L’articolo 4 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, prevede che:

  • in caso di pericolo pubblico eccezionale, un Paese può adottare delle misure che deroghino agli obblighi previsti dalla Convenzione, nei limiti in cui la situazione lo richieda. Queste misure, però, non devono essere incompatibili con altri obblighi imposti dal diritto internazionale e non devono comportare discriminazioni di alcun tipo;
  • lo Stato di emergenza, inoltre, non deroga la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, né divieti assoluti come quelli di tortura, schiavitù e trattamenti inumani;
  • se una Nazione nomina lo Stato di emergenza, deve darne immediata informazione al Segretario della Nazioni Unite e agli altri Paesi firmatari della Convenzione. Nella comunicazione dovrà dare informazione sia delle misure che verranno adottate nel corso dello Stato di emergenza, sia delle motivazioni che hanno portato a proclamarlo.

Stato di emergenza in Francia: cosa cambia?

In Francia lo Stato di emergenza è stato istituito dalla Legge n°385 del 3 aprile 1955. Così come previsto dalla Convenzione, anche in Francia si intende quella situazione speciale che limita le libertà pubbliche e che “conferisce alle autorità del territorio dove è applicata dei poteri di polizia eccezionali che portano sulla regolamentazione della circolazione, sul soggiorno delle persone, sulla chiusura dei luoghi pubblici e sul sequestro delle armi”.

Tra le prime misure adottate dal Governo francese dopo l’annuncio del prolungamento dello Stato di emergenza fino al 2017, ci sono l’istituzione di una Guardia nazionale e l’annullamento di molti eventi estivi.

Gli attentatori, infatti, hanno dimostrato di essere molto imprevedibili, specialmente quando agiscono da soli come fossero dei “cani sciolti”, quindi è stato necessario introdurre delle nuove misure per la tutela della sicurezza del Paese.

È la quarta volta che il Parlamento francese vota per prolungare lo Stato di emergenza. Questa volta inoltre ci sarà un ulteriore irrigidimento delle sue disposizioni:

  • i cellulari e i computer sequestrati verranno ispezionati;
  • perquisizioni e arresti possibili anche senza il previo assenso dei giudici.

Queste misure si aggiungono a quelle già previste, come la possibilità data al prefetto di poter limitare la circolazione di persone e veicoli in determinate ore e luoghi previsti dall’ordinanza.

Stato di emergenza in Turchia: cosa cambia?

Mentre in Francia lo Stato di emergenza è stato dichiarato per difendere il Paese dalla minaccia del terrorismo, in Turchia la situazione è differente.

Infatti, dopo il tentativo fallito del golpe militare di venerdì scorso, il Presidente Erdogan ha dichiarato di aver istituito lo Stato di emergenza per 3 mesi come previsto dall’articolo 120 della Costituzione turca. Quindi, il Governo turco adesso avrà un potere totale nei confronti di ogni persona sospettata di aver preso parte al tentativo di rovesciare il governo.

Ciò non esclude che in Turchia venga introdotta la pena capitale per tutti coloro che hanno partecipato al golpe, nonostante da più giorni l’UE ricordi l’incompatibilità tra la pena di morte e la procedura di adesione. Erdogan però non sembra voler ascoltare gli avvertimenti dell’Unione Europea e in tal senso ha dichiarato: “per 53 anni abbiamo bussato alla porte dell’Unione europea e ci hanno lasciato fuori, mentre altri entravano. Se il popolo decide per la pena di morte, e il Parlamento la vota, io la approverò”.

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Argomenti:

Francia Turchia

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