Ieri il governatore della Banca di Spagna ha fatto sapere che presto lascerà il suo incarico. La decisione arriva pochi giorni dopo il crollo del settore bancario spagnolo, a causa di un’enorme richiesta di salvataggio da parte di Bankia, il più grande erogatore di mutui del paese.
Il governatore Miguel Ángel Fernández Ordóñez ha dichiarato al premier Mariano Rajoy di voler lasciare un mese prima del previsto, il prossimo 10 giugno, così da poter dare al suo successore la possibilità di prendere meglio in carico la situazione e aprire «un nuovo capitolo in cui devono essere prese decisioni importanti».
Eppure, Fernández Ordóñez, nominato dal precedente governo socialista, ha dovuto affrontare pesanti critiche dal momento che la banca centrale ha fallito nell’identificare e mettere in guardia in tempo dai problemi di alcuni istituti di credito spagnoli. Infatti, il costoso salvataggio minaccia ora l’intero sistema bancario del paese.
Lo scandalo Izquierdo
L’annuncio è arrivato dopo che Bankia ha rivelato il suo impegno a pagare una pensione di quasi 14 milioni di euro ad Aurelio Izquierdo, uno dei dirigenti del gruppo.
Le voci sulla pensione d’oro hanno subito alimentato le polemiche, proprio nel momento in cui molti politici dell’opposizione hanno chiesto un’indagine completa su come Bankia abbia camuffato i suoi conti, prima che l’istituto di credito riceva altri miliardi di euro dallo Stato.
Marga Sanz, esponente di Sinistra Unita, ha parlato ieri della pensione di Izquierdo come di qualcosa di vergognoso. Ha chiesto al governo conservatore di Rajoy di usare la nazionalizzazione di Bankia per abolire subito questi «ingiusti privilegi» che, ha aggiunto, «ricompensano in modo scandaloso la cattiva gestione di dirigenti che ci hanno messo in questa situazione».
La Stato spagnolo ha infatti preso il controllo di Bankia il 9 maggio scorso. Venerdì, invece, il comitato esecutivo ha fatto sapere che la banca necessita di ulteriori 19 miliardi di euro, portando così il costo complessivo del suo salvataggio a 23,5 miliardi di euro. Dopo aver riesaminato le perdite più recenti e lo stato del proprio portfolio immobiliare, Bankia ha confermato, per il 2011, una perdita di quasi 3 miliardi di euro.
Dal momento che il governo spagnolo dovrebbe essere gravato da altre tre banche in difficoltà, ieri gli investitori hanno mantenuto gli oneri finanziari del paese vicino a livelli record, il che rende costoso per Madrid trovare il denaro necessario a salvare le sue banche.
Nella tarda giornata di lunedì, BFA, la «casa madre» di Bankia, ha dichiarato che Izquierdo ha diritto a una pensione di di 13,9 milioni di euro, secondo i termini d’impiego concordati da Bancaja, una delle sette casse di risparmio la cui fusione, nel 2010, ha dato vita a Bankia. Izquierdo è, infatti, il direttore finanziario del gruppo Bancaja.
Una parte significativa dei problemi di Bankia deriva proprio da Bancaja, così come dal Banco de Valencia. I due istituti di credito hanno la loro base nella regione di Valencia e, durante gli anni del boom, pilotarono i prestiti a un settore edilizio crollato quando si affacciò la crisi finanziaria mondiale.
Le responsabilità del governatore
L’agitazione nelle alte sfere della Banca di Spagna segue le critiche a Fernández Ordóñez da parte di alcuni esponenti del Partito Popolare al governo.
La Banca di Spagna era guardata come un grande esempio di rigore all’inizio della crisi finanziaria. Ma dopo che la Grecia chiese un piano di salvataggio e la crisi del debito europeo cominciò a inasprirsi, la Spagna cominciò a dover affrontare le critiche per la cattiva gestione dei problemi nel settore bancario e per l’eccessiva lentezza con cui affrontava il crollo del mercato immobiliare.
Gran parte delle critiche sono state rivolte direttamente a Fernández Ordóñez per non aver puntato i piedi contro mascherati interessi politici e bancari, in particolare quando la banca centrale fu trattenuta dal costringere alla chiusura gli istituti di credito in fallimento.
Anche prima delle elezioni del 20 novembre, che hanno portato al potere Rajoy, Soraya Sáenz de Santamaría, l’attuale vice primo ministro, ha dichiarato che la banca centrale deve assumersi la responsabilità di comportamenti «non etici» da parte di alcuni dirigenti delle casse di risparmio fallite.
Traduzione di Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: The New York Times.