Sondaggi: con Conte leader il M5S sarebbe primo partito, ma Di Battista non ci sta

Il M5S, con Conte leader, supererebbe la Lega al primo posto. Ma è già scontro all’interno del movimento

Sondaggi: con Conte leader il M5S sarebbe primo partito, ma Di Battista non ci sta

Si è parlato molto, negli ultimi giorni, di un “partito del premier” Giuseppe Conte, che secondo gli ultimi sondaggi varrebbe il 14%. Ma cosa succederebbe se invece l’attuale presidente del Consiglio diventasse il capo politico del Movimento 5 Stelle? Secondo la rilevazione Ipsos di Nando Pagnoncelli il M5S diventerebbe il primo partito, scavalcando di fatto la Lega.

L’idea potrebbe piacere a Conte, ma è sgradita al pentastellato della prima ora Alessandro Di Battista, che vuole invece indire un Congresso, o «gli Stati Generali del Movimento Cinque Stelle per costruire un’agenda politica»: «Vediamo chi vince», ha detto Di Battista. Immediata la replica di Beppe Grillo: «Anacronistico». Il premier Conte, intanto, è impegnato nella 10 giorni degli Stati Generali dell’economia.

Conte a capo del M5S? Per Pagnoncelli supererebbe la Lega

L’emergenza sanitaria, che ha pervaso la politica italiana e globale per tutta la prima metà del 2020, ha senza dubbio giovato a Giuseppe Conte, alla sua seconda esperienza di governo. L’indice di gradimento è salito dal 48 registrato a febbraio al 66 di aprile. A giugno si è assestato sul 61%.

Per via di questi numeri consistenti in molti si sono interrogati sulla performance del premier ad eventuali elezioni politiche. Secondo numerosi sondaggi, una lista Conte otterrebbe intorno al 14% dei consensi.

Le indiscrezioni parlano in effetti di un costante lavoro del presidente del Consiglio per la fondazione di un nuovo partito, che eroderebbe la maggior parte dei consensi a Movimento 5 Stelle e a Partito Democratico. La lista Conte si piazzerebbe così al quarto posto dopo Lega (23,2%), FdI (16,6%), Pd (15,8%) e prima del M5S (12,7%).

Ma Pagnoncelli, in una rilevazione per l’edizione odierna del Corriere della Sera, ha preso in considerazione anche l’altra opzione: Conte a capo del M5S. L’attuale premier è il leader favorito dagli elettori pentastellati (42%), preferito a Di Maio (27%) e Di Battista (19%).

Con Conte alla guida, i consensi elettorali del M5S crescerebbero del 7,2%, passando così dal 17,1% al 24,3 e superando la Lega al primo posto. La stima tiene conto di un “elevato tasso di fedeltà degli attuali elettori” ma, precisa Pagnoncelli, “è una fotografia del presente, non un oracolo”. La scelta di campo, infatti, farebbe perdere a Conte l’aura istituzionale che ha caratterizzato l’ascesa del suo gradimento. Il professor Mario Monti ne sa qualcosa.

Conte leader M5S, scontro a distanza Di Battista-Grillo

In ogni caso, l’ala «purista» dei 5 Stelle corre già ai ripari. Intervenuto da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più, Di Battista ha detto che «se il presidente del Consiglio volesse diventare capo politico del Movimento, si deve iscrivere» e candidare «ad un prossimo Congresso».

Immediata la replica, durissima, di Beppe Grillo su Twitter: “Dopo i terrapiattisti e i gilet arancioni di Pappalardo, pensavo di aver visto tutto... ma ecco l’assemblea costituente delle anime del Movimento. Ci sono persone che hanno il senso del tempo come nel film ’Il giorno della marmotta’”. Il riferimento è alla commedia cult in cui Bill Murray è costretto a rivivere sempre lo stesso giorno.

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