Smart working senza accordo fino al 31 marzo 2021. Come cambia dopo?

Teresa Maddonni

8 Gennaio 2021 - 18:08

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Lo smart working senza accordo individuale tra le parti con la procedura semplificata resta in vigore fino alla fine dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 marzo 2021. Questo dovrebbe pertanto cambiare dal 1° aprile. Vediamo come.

Smart working senza accordo fino al 31 marzo 2021. Come cambia dopo?

Lo smart working senza accordo individuale è stato previsto dal governo con il lockdown a inizio emergenza quasi un anno fa e la sua validità per il momento, come comunicato anche dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, durerà fino al 31 marzo 2021.

Il decreto Milleproroghe in Gazzetta Ufficiale dal 31 dicembre 2020 ha prorogato la data inizialmente fissata [al 31 gennaio 2021 per la fine dello smart working senza accordo, quindi nella sua forma semplificata.

Per evitare il contagio da COVID-19 e favorire il lavoro agile il governo ha introdotto la necessità di una procedura semplificata per l’accesso allo smart working in deroga a quanto previsto dalla legge n.81/2017.

Il governo a oggi, con le disposizioni in vigore per l’emergenza, raccomanda lo smart working per i dipendenti, prevedendolo anche per i genitori con i figli in didattica a distanza o in quarantena.

La legge di conversione del decreto Agosto fissa il diritto allo smart working fino al 31 giugno 2021 per i lavoratori con figli con disabilità grave e fino al 31 dicembre 2020 per i lavoratori fragili, anche con l’adibizione a diversa mansione, seppur nella medesima categoria o area di inquadramento; in quest’ultimo caso anche è stata prevista la proroga in Manovra fino al 28 febbraio 2021.

Le regole dello smart working per l’emergenza riguardano, almeno fino al 31 gennaio 2021, anche i dipendenti pubblici, come da decreto dedicato.

Dopo il 31 marzo 2021 lo smart working senza accordo dovrebbe subire una modifica. Vediamo cosa dicono le FAQ del ministero e come cambierebbe il lavoro agile dal 1° aprile.

Smart working senza accordo: non cambia fino a marzo

Allo smart working è possibile accedere oggi senza accordo. Cambia dal 1° aprile 2021, considerata la recente proroga annunciata anche dal ministero del Lavoro. Come si legge nella notizia sul sito del dicastero guidato da Nunzia Catalfo, il decreto Milleproroghe in vigore:

“proroga i termini previsti dalle disposizioni legislative specificatamente individuate nell’Allegato 1 al Decreto stesso fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e, comunque, non oltre il 31 marzo 2021 (art. 19). Tra queste si segnala, in particolare, la proroga al 31 marzo 2021 dell’utilizzo della procedura semplificata di smart working di cui all’art. 90, commi 3 e 4, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni in L. 17 luglio 2020, n. 77.”

Parliamo dei lavoratori privati lo precisiamo dal momento che per lo [smart working nella PA sono previste delle regole specifiche.

Il ministero del Lavoro ha pubblicato a luglioscorso due FAQ relative allo smart working, che riteniamo ancora valide e un avviso successivo con il quale riepiloga le disposizioni in materia.

Ricorda il ministero che in base all’articolo 21 bis del decreto Agosto, convertito nella legge 13 ottobre 2020, n. 126, come modificato dal decreto Ristori, i genitori lavoratori dipendenti, il cui figlio convivente minore di 16 anni è stato sottoposto a quarantena o al quale è stata sospesa la didattica in presenza, hanno diritto a svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile utilizzando la procedura semplificata di comunicazione. Tale procedura resta valida fino alla fine dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 marzo 2021.

“Nel periodo in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza (attualmente fissato al 31 gennaio 2021), le modalità di comunicazione del lavoro agile restano quelle previste dall’art. 90, commi 3 e 4, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla legge n. 77 del 17 luglio 2020, utilizzando la procedura semplificata già in uso (per la quale non è necessario allegare alcun accordo con il lavoratore), con modulistica e applicativo informatico resi disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.”

Smart working: comunicazioni

Per lo smart working con la fine dello stato di emergenza del nuovo decreto, secondo la FAQ ministeriale, cambieranno le regole anche in termini di comunicazioni. Specifica in una seconda FAQ il dicastero di Nunzia Catalfo:

“Oltre la data del 31 luglio 2020 (31 marzo 2021 oggi n.d.r.), la comunicazione di cui all’articolo 23, comma 1 della Legge 22 maggio 2017, n. 81, sarà effettuata con i modelli predisposti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Modello per effettuare la comunicazione – Template per comunicare l’elenco dei lavoratori coinvolti) e l’accordo è detenuto dal datore di lavoro che dovrà esibirlo al Ministero, all’Inail e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per attività istituzionali di monitoraggio e vigilanza.”

L’articolo 23 comma 1 della legge n.81/2017 stabilisce che:

“L’accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile e le sue modificazioni sono oggetto delle comunicazioni di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni.”

Il decreto del 1996 fa riferimento alle comunicazioni al centro per l’impiego.

La comunicazione deve essere effettuata secondo i modelli indicati dal ministero nella sua risposta:

Questa deve essere trasmessa insieme all’accordo individuale per lo smart working agli organi di competenza dal 1° agosto (secondo il vecchio termine) quindi a oggi dal 1° aprile 2021 salvo successivi interventi del legislatore.

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