Con la caduta del regime di Assad, i ribelli jihadisti di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un tempo affiliata al-Qaeda, ora al potere in Siria, stanno mostrando la loro vera natura, caratterizzata da brutalità e vendetta.
Gli episodi di esecuzioni sommarie e violenza contro gli ex membri del regime di queste ore sono un chiaro segnale dell’estremismo e della totale assenza di rispetto per i diritti umani che contraddistinguono questi gruppi. A Idlib, capitale di fatto sotto il controllo dei jihadisti, gli apparati di sicurezza del regime sono stati brutalmente eliminati, con i loro corpi trascinati per le strade e oltraggiati dalla folla. Nonostante la natura di HTS e le scene brutali di queste ore, gli Stati Uniti stanno valutando di rimuovere i jihadisti dalla lista delle organizzazioni terroristiche.
Questo consentirebbe alla formazione islamista di al-Julani di ottenere quell’agognato riconoscimento internazionale tanto ricercato dagli ex miliziani di al-Qaeda.
HTS via dalla lista delle organizzazioni terroristiche
Secondo il Washington Post, i funzionari statunitensi sono in contatto con HTS e altri gruppi coinvolti nell’offensiva. Un funzionario ha dichiarato che l’amministrazione Biden sta conducendo una “valutazione in tempo reale” per decidere se HTS debba essere rimosso dall’elenco delle organizzazioni terroristiche straniere. Come riportato da POLITICO, la questione ha scatenato un intenso dibattito interno. “C’è una corsa furiosa per capire se, come e quando possiamo rimuovere HTS dalla lista,” ha affermato un funzionario americano.
Il leader di HTS, Abu Mohammad al-Julani, ha attualmente una taglia di 10 milioni di dollari sulla sua testa, emessa dagli Stati Uniti. Tuttavia, Middle East Eye riferisce che gli stessi Usa stanno discutendo l’opportunità di mantenere o meno questa taglia. Al-Julani è stato il fondatore del Fronte al-Nusra, affiliato ad al-Qaeda in Siria. Nel 2016, ha tentato un’operazione di rebranding, cambiando il nome del gruppo e dichiarando di aver reciso i legami con al-Qaeda. Nel 2017, HTS è stato formato attraverso la fusione di al-Nusra con altri gruppi islamisti. Dal 2018 è sulla lista delle organizzazioni terroristiche.
Rischio di una nuova Libia?
Nonostante la sconfitta il crollo della Repubblica Araba di Siria e la caduta del regime di Assad, la situazione nel Paese è tutt’altro che stabile e il rischio balcanizzazione è dietro l’angolo. Israele, infatti, che occupa illegalmente le Alture del Golan dal 1967, ha sfruttato la situazione per penetrare in territorio siriano, spingendosi sul versante siriano del Monte Hermon, arrivando al confine con il Libano e a 20 chilometri da Damasco.
Nel resto del Paese, si continua a combattere. Gli islamisti che hanno rovesciato l’ex presidente Bashar al-Assad hanno annunciato di aver preso il pieno controllo della città orientale di Deir Az Zor. La conquista è avvenuta dopo scontri con le forze curde, che avevano brevemente occupato la città in seguito alla fuga dei soldati governativi. Il comandante Hassan Abdul Ghani, portavoce delle forze avanzanti, ha dichiarato su Telegram che la città e il suo aeroporto militare sono ora completamente “liberati.” In una successiva dichiarazione, Ghani ha confermato che i combattenti stanno continuando a espandere il loro controllo nelle aree circostanti. Nel frattempo, le fazioni ribelli sostenute dalla Turchia che combattono sotto la bandiera dell’Esercito nazionale siriano avanzano a nord-ovest di Aleppo nel territorio controllato dalle Forze democratiche siriane guidate dai curdi.
Cosa succede nel Nord del Paese?
Nella città settentrionale di Manbij si registrano scontri tra forze sostenute dalla Turchia e ribelli guidati dai curdi. Entrambe le parti affermano di controllare alcune aree della città, mentre i combattimenti continuano in diversi quartieri. Gli analisti dell’Institute for the Study of War non sono ancora in grado di stabilire chi abbia il controllo effettivo di Manbij.
Dal 2015, la Russia ha inviato migliaia di soldati in Siria per sostenere il regime di Bashar al-Assad. In cambio del suo intervento militare, Mosca ha ottenuto contratti di locazione di 49 anni per due basi militari strategiche nel paese. Queste basi si trovano entrambe nella regione costiera occidentale di Latakia. La base aerea di Hmeimim è situata a sud della città di Latakia, a circa 3 km da Jableh, mentre la base navale di Tartous si trova circa 60 km più a sud, nell’omonima città. Tartous è l’unico porto navale di rilievo della Russia all’estero e la sua unica base nel Mediterraneo. La Russia afferma di essere in contatto con i ribelli: al momento le basi non sono state toccate, anche se si sono registrati dei movimenti delle navi russe.