Sicilia, ok alla cannabis terapeutica. È l’ottava Regione in Italia. Come funziona la legge nel nostro Paese?

La Sicilia è l’ottava Regione italiana ad approvare l’uso della cannabis a scopo terapeutico. Vediamo cosa dice la legge nazionale e quale sarà il futuro di questa terapia

La Regione Sicilia ha approvato ieri sera l’uso della cannabis per scopo terapeutico. La proposta era arrivata dall’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, sorella del celeberrimo magistrato Paolo, che ha anche ricevuto mandato dalla giunta Crocetta di predisporre le misure necessarie che consentano l’utilizzo di cannabinoidi nelle strutture sanitarie accreditate, pubbliche o private che siano.

La Sicilia diventa così l’ottava regione italiana a legalizzare l’uso della marjuana a scopo terapeutico. Negli ultimi due anni qualcosa è dunque cambiato nel nostro paese, anche se le modifiche sono avvenute solo a livello regionale. Cerchiamo dunque di fare il punto sulla questione.

Cannabis in Sicilia
La decisione presa ieri dalla giunta regionale consentirà l’uso terapeutico della cannabis nella trinacria. Soddisfazione da parte del Governatore della Regione Rosario Crocetta che ha commentato così:

«Il provvedimento nasce sulla base delle modifiche legislative italiane in merito all’uso della cannabis ma anche da più sentenze che hanno riconosciuto a diversi malati, in particolare a quelli affetti da sclerosi multipla, la copertura terapeutica con tale sostanza. Quello appena approvato è un provvedimento di particolare valore civile e sociale che mette la Regione Siciliana all’avanguardia come altre regioni europee»

Ma L’Ente regionale ha deciso anche di porre dei paletti per impedire l’abuso dei consumi di marjuana. Per questo motivo l’utilizzo sarà permesso solo dietro prescrizione di un medico specialistico all’interno di strutture sanitarie accreditate, anche se il percorso terapeutico potrà svolgersi anche tra le mura domestiche del paziente.

Le altre regioni
La Sicilia diventa così l’ottava regione italiana a disciplinare l’utilizzo della cannabis per uso terapeutico. L’ultima in ordine di tempo era stata l’Abruzzo che il 4 gennaio scorso ha approvato una legge che consente a medici (specialisti e di base) di prescrivere medicine a base di cannabis. La norma abruzzese prevede che la regione acquisti all’estero i farmaci tramite il ministero della Salute, ma dà anche la possibilità di stipulare accordi con centri e istituti autorizzati a produrre farmaci (centri che però attualmente in Italia sarebbero illegali).

Precedentemente decisioni simili erano state prese da:

  • Puglia,
  • Toscana,
  • Liguria,
  • Veneto,
  • Lombardia
  • Piemonte.

Con la Sicilia sale dunque a otto il numero delle Regioni che hanno de facto legalizzano queste pratiche mediche. Più che di precedente, si potrebbe parlare di un percorso che il Governo italiano non può più ignorare.

La legge italiana
L’uso della cannabis per scopi terapeutici in Italia è regolato da provvedimenti confusi e spesso contraddittori. A livello generale possiamo dire che il "Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza” consente la prescrizione di THC (principio attivo della cannabis) solo ed esclusivamente nei casi in cui:

«altri farmaci disponibili si siano dimostrati inefficaci o inadeguati al bisogno terapeutico del paziente».

Ripercorrendo a ritroso la storia si può vedere come a partire dal 2007 l’utilizzo terapeutico di questa sostanza sia stato inserito all’interno delle tabelle del ministero della Sanità, ma l’iter burocratico da seguire rimane farraginoso e complicato: il medico prescrive la ricetta. Spetta all’ASL regionale decidere se acquistarla o no. In caso di responso positivo, la pratica passa al ministero della Sanità che si occupa dell’acquisto ma, come abbiamo già detto, solo nel caso in cui non ci siano altri farmaci altrettanto efficaci. Il costo della terapia è a carico del paziente, anche se la legge consente alle singole Regioni di decidere diversamente. Queste ultime hanno voce in capitolo anche sulle modalità di somministrazione.

Unica eccezione a tutto ciò è rappresentata da una malattia come la sclerosi multipla, per la quale il tribunale di Avezzano ha deciso che sia doveroso ricevere cannabinoidi e che la terapia sia totalmente a carico del sistema sanitario nazionale.

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Argomenti:

Italia Sicilia Cannabis

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