Chi è Sergio Pirozzi? Biografia e sondaggi del sindaco di Amatrice e candidato alla Regione Lazio

Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi si è candidato alle elezioni regionali nel Lazio: vediamo la sua biografia e i sondaggi relativi al voto del 4 marzo.

Chi è Sergio Pirozzi? Biografia e sondaggi del sindaco di Amatrice e candidato alla Regione Lazio

Fino a qualche tempo fa fa il nome di Sergio Pirozzi era noto, oltre che ai cittadini di Amatrice, soltanto agli appassionati di calcio per la sua attività di allenatore dove è riuscito a ottenere risultati più che buoni.

Dopo il tragico terremoto che però ha devastato la zona appenninica al confine tra Lazio e Marche, la figura di questo combattivo primo cittadino si è subito imposto alla ribalta mediatica per i suoi modi diretti e senza troppi giri di parole, diventando subito uno dei simboli del sisma.

Adesso però Sergio Pirozzi è pronto a un passo in avanti nella sua carriera politica, candidandosi come indipendente, dopo non aver ottenuto l’appoggio del centrodestra, alle elezioni regionali nel Lazio del 4 marzo.

Chi è Sergio Pirozzi? Biografia e storia politica

Sergio Pirozzi nasce a San Benedetto del Tronto il 26 gennaio del 1965 ma da sempre ha vissuto ad Amatrice, piccolo comune al confine tra Lazio e Marche famoso per la salsa e, molto più tristemente, per il terribile terremoto che l’ha praticamente distrutta.

Sposato con due figli, la moglie aveva un’edicola che è stata distrutta dal sisma, Pirozzi è un ex calciatore arrivando anche ad essere il capitano del Rieti. Le maggiori fortune però sono arrivate quando le scarpette da gioco sono state appese al proverbiale chiodo.

Come allenatore di calcio infatti è stato artefice di numerose piccole imprese. Dopo aver portato la sua Amatrice dalla Seconda Categoria fino alla Promozione, il salto di categoria arriva anche sulla panchina dell’Ostia Mare, della Sorianese e del Rieti, che riesce a riportare nei professionisti dopo 62 anni.

Ottenuta la salvezza in C2 con il Rieti, Pirozzi passa poi alla Viterbese per poi allenare anche l’Aprilia e il Civitavecchia nei dilettanti. Arrivato al Trastevere, a seguito del terremoto ha lasciato l’incarico per dedicarsi in maniera esclusiva alla guida del suo Comune.

In politica invece Sergio Pirozzi fa il suo esordio nel 1995 quando diviene vice sindaco di Amatrice. Nel 2004 poi viene eletto consigliere provinciale di Rieti tra le fila di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 ecco che si candida come sindaco di Amatrice con una lista civica, venendo eletto con il 52,3% dei voti. Successo elettorale questo che poi è stato bissato da quello del 2014, dove vince di nuovo con il 56,03%.

Durante questi suoi due mandati, ha compiuto diverse battaglie soprattutto a difesa e tutela del territorio montuoso e della salsa all’amatriciana, dove non sono mancate polemiche non solo con il governatore Nicola Zingaretti ma anche con lo chef Carlo Cracco.

Sempre nell’ottica di non spegnere le luci sul terremoto del 2016, a settembre Sergio Pirozzi è volato in Germania per incontrare la cancelliera tedesca Angela Merkel, a cui ha donato una felpa di Amatrice.

Un gesto questo per ringraziare la Germania «unico Paese europeo ad aiutare Amatrice» secondo il sindaco, visto anche che Berlino ha donato la somma di 6 milioni di euro per la ricostruzione dell’ospedale della cittadina.

Dopo aver annunciato la sua candidatura come aspirante governatore del Lazio, a febbraio 2018 Pirozzi è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo, assieme ad altre otto persone, per il crollo di un edificio ad Amatrice durante il sisma del 2016 che costò la vita a sette persone.

La palazzina era stata dichiarata inagibile nel 2009 dopo il terremoto de L’Aquila e l’allora amministrazione comunale ne aveva ordinato lo sgombero. Dopo essere diventato primo cittadino di Amatrice, Pirozzi secondo il capo di imputazione avrebbe consentito il rientro nell’abitazione nonostante che non fosse stata ripristinata l’agibilità dell’edificio.

Accuse queste tutte respinte dal primo cittadino, che ha ribadito la propria fiducia nella magistratura definendosi però un capo espiatorio e una vittima di un autentico attacco personale arrivato in piena campagna elettorale.

Le polemiche politiche e la candidatura alla regione Lazio

Prima della tragica notte del 24 agosto 2016, Sergio Pirozzi era un allenatore di calcio di una società di Serie D e sindaco del comune di Amatrice, famoso fino a quella funesta data soprattutto per la salsa, autentica prelibatezza tipica di quel territorio.

Dopo il drammatico sisma, Pirozzi per alcune settimane è stato l’uomo più ricercato dai media. Con il suo spirito e la sua verve tipica delle persone di montagna, il sindaco ha cercato di fronteggiare l’emergenza attirando però verso di sé anche diverse critiche.

Sotto accusa infatti sono finite la ristrutturazione della scuola Capranica e i presunti mancati controlli all’Hotel Roma e alla casa di riposo Don Minzoni, tutti edifici questi crollati a seguito del terremoto.

Altri poi hanno attaccato Pirozzi per le sue dichiarate simpatie politiche. Famosa infatti è la sua frase “Sono di destra. Non Piace? Me ne frego!”.

Oltre alle ideologie, come sindaco dopo il sisma spesso si è posto in una posizione di conflittualità con il governo, reo secondo il primo cittadino di non fare abbastanza per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

Uno scontro questo con il centrosinistra che si riproporrà anche alle urne, visto che Pirozzi ha annunciato che correrà alle elezioni regionali del Lazio del 4 marzo come caniddato indipendente visto che non è riuscito a trovare l’appoggio del resto del centrodestra.

I sondaggi

Dopo una lunga trattativa con i partiti del centrodestra, alla fine la corsa di Pirozzi verso la Regione potrà contare sull’appoggio soltanto della Lista Nathan formata da repubblicani e liberali.

Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, alle elezioni regionali nel Lazio hanno scelto di sostenere Stefano Parisi, già candidato della coalizione alle comunali di Milano nel 2016 e leader di Energie per l’Italia.

Questa è la griglia dei nove candidati al voto del 4 marzo.

  • Nicola Zingaretti - Partito Democratico, Liberi e Uguali, Lista Insieme, Più Europa, Centro Solidale e Zingaretti Presidente
  • Stefano Parisi - Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Lega ed Energie per l’Europa
  • Roberta Lombardi - Movimento 5 Stelle
  • Sergio Pirozzi - Pirozzi Presidente, Lista Nathan
  • Mauro Antonini - CasaPound
  • Elisabetta Canitano - Potere al Popolo
  • Jean Leonard Touadi - Civica Popolare
  • Stefano Rosati - Riconquistare l’Italia
  • Giovanni Paolo Azzaro - Democrazia Cristiana

L’ultimo sondaggio pubblicato in data 1 febbraio dall’istituto Index Research, vedrebbe Nicola Zingaretti nettamente in testa rispetto a Stefano Parisi e a Roberta Lombardi, con Sergio Pirozzi più staccato.

Una seconda rilevazione invece, resa nota il 16 gennaio e realizzata dall’istituto Noto, parlava però di un centrodestra unito davanti a Zingaretti nonostante l’appoggio della sinistra al governatore.

Se fosse stato appoggiato da tutta la coalizione, il sentore è che Sergio Pirozzi avrebbe avuto grosse chance di poter vincere le elezioni. Sancito il divorzio con il centrodestra, la corsa adesso sembrerebbe essere molto più dura.

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