Senato, voto a 18 anni? Si avrebbero 4 milioni di elettori in più

Riforma costituzionale. Martedì al via l’iter di approvazione della proposta che porterebbe alla parificazione dell’elettorato attivo tra Senato e Camera

Senato, voto a 18 anni? Si avrebbero 4 milioni di elettori in più

I maggiorenni italiani potrebbero presto recarsi alle urne per eleggere il Senato. Lo stabilisce la proposta di riforma costituzionale bipartisan, presentata da 5 Stelle e Partito Democratico.

Martedì prossimo, la Commissione Affari costituzionali della Camera darà il via all’iter per l’approvazione della riforma volta ad ampliare, di oltre 4 milioni di votanti, l’elettorato per i senatori.

Senato, per votare basteranno 18 anni

Presto anche i 18enni, e non solo i 25enni, potranno esprimere la propria preferenza al Senato. La riforma che abbassa l’età dell’elettorato attivo per Palazzo Madama, parificandola a quella della Camera dei deputati, approderà alla Commissione Affari costituzionali dell’Aula già la prossima settimana, per l’esattezza martedì prossimo.

Oltre 4 milioni di giovani sotto i 25 sono interessati dalla riforma. L’ampliamento del diritto di voto per eleggere i senatori riguarda infatti 4.127.851 persone.

“Dobbiamo superare una norma anacronistica che è legata a un tempo in cui la maggior età si raggiungeva a 21 anni”,

ha affermato il presidente della Commissione Brescia, che ha affidato l’incarico di relatori a Valentina Corneli del M5s e a Stefano Ceccanti del Pd. A motivare la scelta di un relatore della maggioranza e uno dell’opposizione è stato lo stesso presidente che intende così garantire un percorso condiviso in tempi rapidi.

La proposta arriva dopo la polemica scaturita, nelle scorse ore, con Ceccanti e con il Pd. L’esponente dem aveva presentato in merito un emendamento da inserire nella legge taglia-parlamentari, ma la modifica era stata dichiarata inammissibile per “estraneità di materia”.

Proprio ieri la Camera, con 310 voti favorevoli (M5s, Lega, Fi e Fdi) e 107 contrari (Pd, Leu, +Europa, Civica Popolare), ha dato l’ok alla proposta di riforma costituzionale che taglia il numero di senatori e deputati. L’Aula di Montecitorio ha confermato, in prima lettura, il testo licenziato dal Senato.

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