Scuola: calano iscritti e chiudono le paritarie. I dati ufficiali e le conseguenze per i docenti

La scuola italiana registra un altro dato allarmante: calano gli iscritti e le scuole paritarie chiudono le loro sedi. Cosa succede nel sistema scolastico italiano? Vediamo i dati del Miur e la situazione per l’anno scolastico 2016/2017.

Le scuole italiane registrano un calo inquietante degli alunni e molti istituti sono costretti a chiudere a causa della mancanza di studenti. I dati diffusi dal Miur non sono incoraggianti e a farne maggiormente le spese sono le scuole paritarie, che per la mancanza di alunni sono costrette a chiudere le sedi.

I problemi non sembrano finire mai per il settore scuola e i dati che ha reso noti il Miur sono piuttosto allarmanti. Nel momento in cui si registra un calo delle iscrizione si ha anche una contrazione del sistema scolastico e di conseguenza si moltiplicano i problemi per l’occupazione dei professori.
La Buona scuola non ha sortito gli effetti desiderati e a farne maggiormente le spese per quest’anno scolastico saranno gli istituti paritari, che non hanno abbastanza alunni per creare le classi e iniziare l’anno.

La diminuzione degli alunni è un dato allarmante e a destare inquietudini è soprattutto il calo degli alunni stranieri, che per quest’anno scolastico non riescono a sopperire alla mancanza di studenti italiani.
Vediamo insieme i dati del Miur e cosa comporterà la diminuzione degli studenti nel sistema scolastico italiano, ma soprattutto nel settore delle assunzioni dei professori.

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Scuola, calo iscrizioni: i dati emanati dal Miur

L’invecchiamento della popolazione italiana comincia a far sentire i primi problemi, dal momento che inizia il calo degli studenti iscritti nelle scuole italiane. Per l’anno scolastico 2016/2017 i dati del Miur indicano un meno 45 mila studenti, che comportano ovviamente una serie di problemi.
La prima conseguenza della manca di iscritti è la chiusura delle scuole paritarie, che non riuscendo a formare le classi non possono far partire l’anno in alcuni istituti.

Il calo proviene principalmente dal Sud, dove quest’anno si registrano ben 43 mila studenti in meno in confronto all’anno 2015/2016. Un dato che porta con sé non poche riflessioni e che lascia vuoti tanti istituti nelle regioni meridionali. Un altro punto da aggiungere alla lista dei motivi di divario tra Sud e Nord.

Togliendo questi alunni si deve anche tener presente che diminuiranno i posti disponibili per i professori e di conseguenza il dato andrà ad incidere sulla disoccupazione. Altro dato che influirà in modo pesante sull’occupazione delle regioni meridionali e sulla migrazione dei docenti.

In soli 12 mesi la scuola italiana perde ben 103 istituti e ben 123 plessi scolastici rimangono vuoti per l’inizio dell’anno scolastico 2016/2017. Il calo pesa soprattutto per la mancanza di studenti stranieri, che per la prima volta dopo anni segnano un dato negativo nelle iscrizioni.
Il calo è la conseguenza diretta della crisi italiana, che non accenna a lasciare il nostro Paese. Le famiglie straniere sono meno portate a rimanere in Italia e decidono quindi di migrare nuovamente e trovare situazioni più favorevoli.

Tra i dati più preoccupanti c’è il calo degli iscritti nelle scuole primarie, che comporterà negli anni a venire un decremento dei ragazzi nelle scuole superiori.
Si deve infatti pensare che sono gli studenti più giovani il bacino d’utenza delle scuole dei gradi superiori.

Di fronte a questa crisi sono ben 231 le paritarie che hanno chiuso i battenti e che non hanno raggiunto i numeri per formare le classi. La situazione nei prossimi anni non è destinata a invertire la marcia, dal momento che la popolazione italiana continua ad invecchiare sempre più e insieme ad essa calano di anno in anno i tassi di natalità.

I dati completi emanati dal Miur li potete leggere nel comunicato ufficiale nell’allegato sottostante.

Scuola, calo delle iscrizioni: cosa comporta per i professori

Tutta la situazione si ripercuote in maniera negativa sui professori italiani, che potrebbero andare incontro ad una diminuzione dell’organico a causa della mancanza di studenti. Un dramma se si pensa a quanti ancora sono in cerca di un posto fisso e attendono di essere assegnati ad una cattedra.

Con la chiusura delle paritarie ad avere i problemi maggiori saranno poi i professori non abilitati, che trovano presso questi istituti gli unici punti dove lavorare. Essere assunti nella scuola pubblica è sempre più complesso e la mancanza di una strada chiara per l’abilitazione non aiuta di certo i professori nell’occupazione.
Va però da sé che nel momento in cui si avrà un calo delle nascite si dovranno subire anche gli effetti di un calo degli iscritti nei licei e nelle suole di ogni grado.

Di conseguenza pensando ad un calo di iscrizioni sulle 40 mila unità l’anno si perderanno ogni anno sulle 2.000 classi in Italia. Di conseguenza si dovrà rimodulare l’organico in modo drastico e portare ad una redistribuzione del personale che peserà non poco sull’occupazione dei docenti del settore.

Il calo delle iscrizioni colpirà maggiormente i docenti di Latino e Greco, che vedono sempre meno iscritti al Liceo classico. Per quest’anno scolastico gli iscritti a questo indirizzo sono solo il 67,8% del totale, contro il 68,9% dell’anno precedente.

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