Scuola, boom di supplenti: si sale a 220mila posti nel prossimo anno scolastico

Teresa Maddonni

8 Febbraio 2021 - 11:16

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Scuola: l’anno scolastico 2021-2022 rischia di vedere nuovamente il boom di supplenti. I sindacati calcolano fino a 220mila posti tra concorsi fermi e pensionamenti in arrivo.

Scuola, boom di supplenti: si sale a 220mila posti nel prossimo anno scolastico

È boom di supplenti nella scuola, con i posti che salgono a 220mila nel prossimo anno scolastico 2021/2022 secondo le stime dei sindacati.

Bene in parte per chi si trova nelle graduatorie dei supplenti da poco ed è alla prima esperienza di insegnamento, male per chi da anni aspetta il concorso scuola.

Il concorso straordinario dedicato ai supplenti della scuola di lungo corso a oggi sospeso riparte il prossimo 15 febbraio, i concorsi ordinari al contrario sono fermi da quasi un anno (sono stati banditi a fine aprile 2020).

Complici poi dei 220mila posti stimati per supplenti nel prossimo anno i numerosi pensionamenti in arrivo.

Scuola: boom di supplenti per 220mila posti

Il problema del boom di supplenti della scuola a 220mila posti stimati nel prossimo anno scolastico lo porranno i sindacati sul tavolo del prossimo ministro o ministra dell’Istruzione come riporta Il Sole 24 Ore.

Elemento centrale che crea lo stallo nelle assunzioni, dovendo pertanto ricorrere alle supplenze, è sicuramente rappresentato dalla pandemia che non solo ha costretto a rimandare parte del concorso scuola straordinario per la stabilizzazione dei supplenti da almeno 36 mesi della secondaria di primo e secondo grado, ma ha anche determinato lo slittamento inevitabile dei concorsi ordinari per un totale di oltre 45mila posti.

Come ha calcolato Cisl Scuola nel prossimo anno scolastico i supplenti potrebbero essere 220mila (quest’anno la quota è 200mila con i contratti Covid) con le classi scoperte principalmente al Nord e su sostegno.

Cisl Scuola fa il suo calcolo considerando:

  • 64mila cattedre scoperte nell’anno in corso;
  • 35mila pensionamenti previsti nel 2021.

Il calcolo parte da 99mila cui si potrebbero togliere 29mila posti dei 32mila dei concorsi straordinari scendendo così a quota 70mila supplenti.

A questi 70mila tuttavia sono da aggiungere anche gli 80mila posti sul sostegno. Si arriva così a 220mila posti per supplenze che potrebbero diventare 215mila togliendo le 5mila assunzioni di insegnanti di sostegno previste per il 2021.

Come sottolinea Il Sole 24Ore, e questa ipotesi potrebbe essere confermata, anche volendo recuperare i posti per i supplenti con i quasi 46mila previsti dai concorsi ordinari, in ogni caso non si riuscirebbe a far sì che le immissioni in ruolo possano avvenire in tempo per il prossimo anno scolastico.

Ricordiamo infatti che in alcune regioni e per alcune classi di concorso potrebbero esservi le preselettive e che le nuove regole dei concorsi per l’emergenza impongono sessioni da non più di 30 candidati.

Tempi biblici per due procedure ordinarie con adesioni di migliaia di candidati.

Non solo supplenti: problema classi pollaio

I presidi laziali, come riporta il quotidiano economico, avanzano un altro annoso problema, che va oltre il boom di supplenti e che riguarda le classi pollaio che con la pandemia si volevano superare.

D’altronde il tema dei supplenti è a questo collegato se si considera che la riduzione delle classi richiede più personale, come anche più spazi.

I presidi auspicano un intervento serio perché il rischio è che le classi fino a 30 alunni possano presentarsi anche nel prossimo anno scolastico 2021-2022 e che se dovesse perdurare l’emergenza sanitaria la didattica a distanza potrebbe continuare a essere una soluzione adottata dagli Istituti.

Il problema delle classi pollaio riguarda non solo le scuole della Capitale, ma anche altre città metropolitane come Napoli o Milano.

Il rischio pertanto, alla luce anche delle nuove iscrizioni, è che anche a settembre si continui con la didattica integrata e chi lo sa magari anche con i supplenti Covid.

Per avere un’idea di quello che sarà il futuro della scuola nei prossimi mesi, come anche quello degli insegnanti e dei concorsi, è necessario attendere il prossimo ministro o ministra dell’Istruzione e capire qual è il suo piano d’azione.

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