Scandalo Volkswagen: dopo il crollo il Borsa di ieri (fino a -23%), la situazione resta tesa. La Francia chiede un’inchiesta europea e la Corea del Sud avvia indagini. Il CEO di Volkswagen ammette le colpe dell’azienda.
Lo scandalo Volkswagen si allarga a macchia d’olio: dopo il crollo in Borsa di ieri, oggi per la prima volta è intervenuto sullo scandalo il CEO di Volkswagen AG, società madre del Gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, ammettendo che la situazione è critica.
A conferma di queste parole ci sono le ultime dichiarazioni che arrivano dalla Francia, per cui il ministro delle Finanze, Bernard Sapin, avrebbe richiesto all’Unione Europea di aprire un’inchiesta che chiarisca il comportamento della Volkswagen. Le indagini sono state avviate anche in Corea del Sud e, probabilmente, stessa cosa accadrà in Germania.
In particolare, la Corea del Sud starebbe indagando sui motori della Volkswagen Jetta e dell’Audi A3, e, nel caso in cui verranno riscontrati dei problemi riguardo al livello delle emissioni, il ministro dell’ambiente allargherebbe l’inchiesta a tutti i motori diesel importati dalla Volkswagen. Le auto Volkswagen nel mirino sono 11 milioni.
In Borsa lo scandalo Volkswagen si fa sentire e continua ad avere influenze negative sul titolo dell’azienda automobilistica tedesca, che nella giornata ha raggiunti picchi pari al -23%. Oggi il titolo ha continuato la violenta discesa, cedendo il 22% a 105 euro.
Alla base di questo crollo in Borsa del titolo Volkswagen, ci sarebbe, al momento, solo la paura da parte degli investitori di una multa salatissima per la Volkswagen; per questo, se tutte le varie inchieste saranno confermate, il danno d’immagine che colpirebbe la Volkswagen potrebbe comportare ulteriori cali per il titolo.
Scandalo Volkswagen: le parole del CEO USA
Michael Horn, presidente e CEO del colosso tedesco negli USA, fa il mea culpa sulla scia di Martin Winterkorn, e in un intervento pubblico spiega la situazione sullo scandalo delle emissioni truccate.
Durante il lancio della nuova Passat, Michael Horn ha manifestato il proprio dispiacere per lo scandalo Volkswagen:
“La nostra azienda è stata disonesta, con l’EPA, con il consiglio California Air Resources, e con tutti voi. Per questo mi dispiace, ma siamo totalmente incasinati”.
Horn ha aggiunto che le azioni della società non rispettano i valori fondamentali della Volkswagen e per questo sarà fatto il possibile per recuperare la credibilità:
“lo dobbiamo fare per i nostri clienti, i nostri dipendenti, e soprattutto per i nostri concessionari”.
Scandalo Volkswagen: quali sono i rischi per l’azienda?
Il dipartimento di Giustizia americano ha aperto un’inchiesta sul comportamento della Volkswagen e la commissione Vigilanza e Investigazioni potrebbe richiedere un’udienza in settimana sulla questione.
La Volkswagen potrebbe essere condannata a pagare una multa di 18 miliardi di dollari, ma il prezzo potrebbe essere anche molto più alto a causa delle indagini avviate in Corea del Sud sulle emissioni truccate: l’Asia rappresenta il 40% delle vendite dell’azienda tedesca.
Visto che il prezzo da pagare alla fine potrebbe essere altissimo, la Volkswagen avrebbe deciso di accantonare 6,5 miliardi di euro nel terzo trimestre, in modo da coprire i costi che dovrà affrontare.