Santander chiude l’ipotesi di un possibile intervento nel salvataggio di MPS: l’istituto di credito spagnolo non parteciperà alla ricapitalizzazione e si concentrerà sul rafforzamento interno, attraverso un aumento di capitale.
MPS che ieri aveva registrato una delle migliori performance di Piazza Affari, con un rialzo del 12%, dovuto alle voci relative a un interesse di Banco Santander nell’operazione di ricapitalizzazione, sta subendo oggi gravissimi contraccolpi per effetto delle smentite giunte ieri dalla Spagna. Il titolo è, infatti, attualmente in fondo al listino delle blue chip, a quota 0,504 con un ribasso del -4,40%, che l’ha portato in asta di volatilità. Cerchiamo di capire cosa è successo.
Il risultato conseguito ieri da MPS è però da imputare solo in parte alla ventata di ottimismo che le parole di Mario Draghi hanno portato sui mercati, facendo presagire come sempre più vicino un’acquisto di titoli di stato in larga scala.
Nei giorni scorsi, infatti, erano circolate nuovamente voci che avevano rilanciato l’ipotesi di un possibile salvataggio di MPS attraverso un’operazione di aggregazione con altri istituti italiani (come Ubi Banca e Banco Popolare) o con istituti di credito esteri (Santander e Bnp Paribas).
L’ipotesi che fosse il Banco Santander ad intervenire nella ricapitalizzazione di MPS sembrava quella più probabile, alla luce dell’aumento di capitale che l’istituto di credito aveva dichiarato di voler metter in atto: gli analisti finanziari prevedevano, infatti, che i capitali raccolti sarebbero dovuti servire per la nuova impresa nell’istituto di credito toscano, al quale Santander è legato fin dai tempi della vendita di Banca Antonveneta.
Ieri, tuttavia, mentre il titolo volava in borsa, in risposta alle interrogazioni dell’europarlamentare leghista Mario Borghezio, Mario Draghi, dal canto suo, faceva sapere che
«la Bce sta analizzando il piano di ricapitalizzazione presentato dal Monte dei Paschi il 10 novembre 2014. Va osservato che le carenze patrimoniali individuate nella prova di stress per lo scenario avverso dovrebbero essere coperte entro nove mesi dalla pubblicazione dei risultati della valutazione a pprofondita il 26 ottobre 2014»
A ciò si è andata, poi, ad aggiungere la notizia che il Banco Santander non è più interessato all’acquisizione di MPS. Lo ha comunicato l’amministratore delegato Javier Marin, in una conference call con gli analisti finanziari, nella quale ha anche espresso un maggiore interesse del gruppo spagnolo per Novo Banco, l’istituto di credito portoghese nato in seguito al salvataggio di Banco Banco Espirito Santo.
Sono arrivate, infine, anche le dichiarazioni della presidente Ana Botìn che, in seguito a una seduta del consiglio di amministrazione di Banco Santander ha confermato l’intenzione di Banco Santander di procedere alla raccolta di nuovi capitali attraverso l’immissione sul mercato di nuove azioni che avverrà con un processo «accellerato».
L’operazione dovrebbe dar luogo a un aumento di capitale del 9,9% che dovrebbe configurarsi come il primo passo di una operazione di ampliamento più articolata. Prende quota, a questo punto, l’ipotesi di un rafforzamento interno mentre appaiono più ridotte le possibilità di una strategia fondata sull’acquisizione di quote di banche estere.
Contestualmente all’operazione di aumento del capitale, Banco Santander potrebbe, inoltre, rivedere la sua politica dei dividendi, assegnando, per l’esercizio 2015, cedole in forma mista in contanti e azioni di nuova emissione. Rispetto all’esercizio precedente il taglio delle cedole si aggirerà intorno al 66%.
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