Rutte e Orban si puntano sullo stato di diritto: Recovery Fund a rischio?

Olanda e Ungheria hanno votato contro la mediazione tedesca sullo stato di diritto ma per motivi opposti: troppo blando il testo per Rutte e troppo duro invece per Orban, con il Recovery Fund che torna a essere in bilico.

Rutte e Orban si puntano sullo stato di diritto: Recovery Fund a rischio?

L’Olanda torna a minacciare uno stop al Recovery Fund ma questa volta, più che contro l’Italia come avvenuto nei mesi scorsi, la battaglia del capofila dei Paesi frugali è con l’Ungheria.

Il pomo della discordia è la nuova condizionalità legata allo stato di diritto per ricevere i fondi europei, che Bruxelles vuole inserire precludendo completamente o in parte l’accesso a quei Paesi che non rispettano i valori dell’Unione.

Dopo una prima bocciatura del testo, la Germania ha trovato una sorta di mediazione appoggiata anche dall’Italia che ha visto però il voto contrario di otto Stati membri: Olanda, Belgio, Lussemburgo, Finlandia, Danimarca, Austria, Polonia e Ungheria.

Per i Paesi frugali infatti la mediazione sarebbe troppo blanda, mentre al contrario Polonia e Ungheria la reputano eccessivamente severa considerando già i procedimenti aperti nei loro confronti per la violazione dello stato di diritto.

Per motivi differenti, Mark Rutte e Viktor Orban sono pronti a stoppare il Recovery Fund, non approvando quella parte relativa al Next generation Eu che necessita il via libera da parte dei vari Parlamenti nazionali.

Olanda e Ungheria mettono a rischio il Recovery Fund

Se pensate che l’Olanda ce l’abbia con l’Italia dopo il lungo braccio di ferro prima della fumata bianca per il Recovery Fund, in Ungheria si parla addirittura di odio per descrivere i rapporti tra L’Aja e Budapest.

A riguardo, esaustive sono state le parole pronunciate da Viktor Orban lo scorso luglio in riferimento al colelga Mark Rutte: “Non so quale sia la ragione personale per cui il primo ministro olandese odia me o l’Ungheria, ma ci sta attaccando molto duramente”.

Fatto sta che adesso l’Olanda minaccia nuovamente di non erogare più quei fondi europei che servono a ripagare il debito comune, mettendo così a rischio il Recovery Fund dove anche l’Ungheria è pronta a salire sulle barricate.

Per gli olandesi la mediazione partorita dalla Germania non sarebbe sufficiente a garantire sanzioni a quei Paesi che non rispettano lo stato di diritto, visto che uno stop alla erogazione dei fondi ci sarebbe solo di fronte a una violazione accertata che non è molto semplice da dimostrare.

Al contrario, il testo per Viktor Orban sarebbe troppo rigido e non è da escludere un veto anche da parte del governo ungherese che andrebbe così a paralizzare la situazione a Bruxelles.

Questo nuovo muro contro muro che vede i Paesi frugali adesso contrapposti a Polonia e Ungheria, rischia se non di stoppare almeno di ritardare l’avvio del Recovery Fund, con un allungamento dei tempi che potrebbe essere estremamente dannoso per chi, come l’Italia, aspetta come una autentica manna dal cielo la pioggia di miliardi previsti dal Next generation Eu.

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