“Roma emblema del fallimento politico, ecco il nostro Piano Shock”

Alessandro Cipolla

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Intervista ad Andrea Bernaudo, candidato sindaco alle elezioni a Roma per i Liberisti Italiani: “Basta AMA e ATAC, per voltare pagina occorre esternalizzare”.

“Roma emblema del fallimento politico, ecco il nostro Piano Shock”

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Ormai si è delineato quello che sarà lo scenario politico delle elezioni amministrative a Roma, con le primarie del Partito Democratico di domenica che andranno a riempire l’ultima casella rimasta libera.

Chi da tempo è sceso in campo in questa corsa per il Campidoglio è Andrea Bernaudo, broker immobiliare, ex consigliere regionale e fondatore di SOS Partita IVA che sarà il candidato sindaco a Roma per conto dei Liberisti Italiani.

Andrea Bernaudo, l’etichetta di candidato civico non sembrerebbe piacerle molto.

Quando una persona si candida entra nel campo della politica. Il civismo è la foglia di fico della politica per mascherare tutti i loro limiti. Io non vivo certo di politica, ma sono presidente dei Liberisti Italiani e non mi sento un civico. Quando i partiti usano i civici è per mascherare i propri fallimenti e per non fare impegnare direttamente i propri leader, una mancanza di rispetto verso i cittadini

Il riferimento è alla candidatura di Enrico Michetti?

Michetti non lo conosco, ma sentendo cosa sta dicendo non ho ancora capito cosa realmente propone per risolvere i problemi.

Perché lei ha scelto di candidarsi a sindaco di Roma.

Quando i Liberisti Italiani a ottobre mi hanno chiesto di candidarmi ho accettato perché Roma è l’emblema del fallimento politico statalista, un Comune in bancarotta con una gestione scellerata delle municipalizzate. Il nostro impegno non è all’insegna del “volemose bene” ma ma nel segno di un Piano Shock.

Ci parli di questo Piano Shock per la città.

Il Piano Shock è un modo per voltare pagina rispetto alla teoria del “più Stato” evocata da Gualtieri quando era ministro; la teoria statalista è comune a tutte le forze politiche compreso il centrodestra. Noi siamo convinti che la politica non si debba mai occupare direttamente della gestione delle municipalizzate: basta AMA e ATAC, per voltare pagina occorre esternalizzare con gare ad evidenza pubblica di livello internazionale.

Come risolvereste quindi il problema dei rifiuti.

Primo stop AMA. Dobbiamo fare 5 bandi per la raccolta, di cui uno specifico per il centro storico e altri 4, dividendo Roma in 4 macro-aree. Bisogna superare il tabù giallo-rosso-verde che vieta la realizzazione di un termovalorizzazione come quello di Copenaghen, visto che Copenhill è capace di produrre energia a impatto zero. A Roma ne servono 4 per i fondi necessari si può tranquillamente attingere al Recovery Plan. Il risultato di questo progetto è tari zero per tutti i residenti della Capitale.

Un altro punto su cui lei preme molto è quello delle tasse.

Roma ha un patrimonio storico, culturale e artistico che potrebbe consentire ai romani di non dover pagare alcuna tassa locale. Il problema però è che buttiamo miliardi in società municipalizzate decotte e centri di costo inutili e clientelari. Per questo si deve esternalizzare. Va eliminato lo scandalo degli affitti in pieno Centro a 50 euro al mese; così facendo si può diminuire l’IMU ai cittadini azzerandola per gli immobili utilizzati per attività professionali.

Di recente lei molto si è lamentato per il poco spazio concesso dai media.

Ma a lei pare normale che Calenda da ottobre si stia facendo una campagna elettorale gratis in televisione? Io finora ho ottenuto zero spazio, ma abbiamo fatto un esposto all’AGCOM a riguardo. Si tratta di una distorsione dell’informazione e una lesione del pluralismo. Il sistema dell’informazione sta creando candidati di serie A e altri di serie Z, con il paradosso che il quartetto che ha accesso ai media proviene da quei partiti che hanno distrutto Roma. Tutto questo è intollerabile e antidemocratico.

Al ballottaggio i Liberisti Italiani potrebbero appoggiare qualche candidato?

Il nostro successo o insuccesso alle elezioni dipenderà tutto dalla presenza nei mass media. Noi non ci poniamo limiti, ma se non dovessimo arrivare al ballottaggio ci potremmo sedere a tavolino con chi ha voglia di cambiare il sistema: esternalizzazioni, rifiuti, aprire alla libera impresa e uscire dalla logica del Comune imprenditore. Al momento mi pare che nessuno sia su queste posizioni.

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# Roma

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