Rivalutazione pensione invalidi civili, la pensione di inabilità: ecco quali sono le maggiori novità del 2015

Simone Casavecchia

8 Febbraio 2015 - 09:42

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Come tutte le altre pensioni anche quelle previste per gli invalidi civili sono soggette, per il 2015, alla rivalutazione che segue però, parametri e regole differenti dalle pensioni ordinarie: ecco cosa cambia.

Al fine di mantenere stabile il potere d’acquisto dei pensionati, anche per gli invalidi civili è stata prevista dall’INPS, per il 2015, la rivalutazione della pensione. I trattamenti pensionistici, gli assegni e le indennità previste per invalidi totali e parziali, ciechi e sordomuti vengono, quindi, elevati non però in base al tasso d’inflazione annuale calcolato dall’Istat, come avviene per gli altri trattamenti pensionistici, ma in base a un indice d’inflazione programmato.

Trattamenti previdenziali
Per quanto rigurda gli specifici trattamenti previdenziali occorre ricordare che gli invalidi totali percepiscono la pensione d’inabilità e l’indennità di accompagnamento agli invalidi totali; gli invalidi parziali percepiscono l’assegno di assistenza (detto anche “assegno mensile”), l’indennità di frequenza dei minori (sostegno all’insegnante scolastico) e l’indennità di accompagnamento agli invalidi parziali. Le prestazioni previdenziali per gli invalidi civili sono concesse nel caso in cui il grado di invalidità sia uguale o superiore al 74%.

Pensione di inabilità
La pensione d’inabilità è prevista per invalidi tra 18 anni e 65 anni e tre mesi ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità totale, ovvero del 100% e viene concessa per intero nel solo caso in cui l’invalido non supera, per il 2015, la soglia reddituale di 16.532,10 euro (nel 2014 era di 16.127,30 euro), tenendo in considerazione i soli redditi personali, senza considerare eventuali redditi familiari, prodotti dal coniuge o da altri familiari.

La pensione di inabilità viene assegnata su 13 mensilità e l’importo mensile, per il 2015 è pari a 279,75 euro (nel 2014 era di 278,91 euro) mensili. Il trattamento previdenziale non è soggetto Irpef.

Gli invalidi civili totali, i sordi e i ciechi civili assoluti, di età pari o superiore a 60 anni, possono richiedere l’integrazione della pensione di inabilità fino all’importo mensile di 638,83 euro (aumento di 359,08 euro mensili) se sussistono le seguenti condizioni reddituali:

  • pensionato solo (non coniugato): redditi non superiori a 8.304,16 euro annui;
  • pensionato coniugato: redditi propri non superiori a 8.304,16 euro e redditi propri sommati a quelli del coniuge non superiori a 14.135,55 euro;

A tal proposito è opportuno ricordare che concorrono a determinare il reddito personale o familiare del pensionato non solo i redditi soggetti all’Irpef ma anche a quelli esenti o con ritenuta alla fonte mentre non concorrono alla determinazione del reddito: la casa di abitazione, le eventuali pensioni di guerra, le indennità di accompagnamento e dei trattamenti di famiglia.

La pensione di inabilità è compatibile con un’eventuale attività lavorativa e cumulabile con altri trattamenti pensionistici e prestazioni dirette concesse ad altro titolo, come l’invalidità contratta per causa di guerra, l’invalidità di lavoro o di servizio e l’indennità di accompagnamento.

La pensione d’inabilità spetta in misura intera anche se l’invalido è ricoverato in istituto pubblico che provvede al suo sostentamento.

Al compimento dei 65 anni e tre mesi di età la pensione di invalidità si trasforma in assegno sociale erogato dall’Inps (o meglio: si perde il diritto alla pensione di invalidità e si acquista il diritto all’assegno sociale INPS).

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