Riforma pensioni, ultime novità: Nannicini conferma estensione quattordicesima per redditi sino a 1000 euro al mese

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni vedono Nannicini confermare l’estensione della quattordicesima ai redditi fino a 1000 euro. Damiano interviene su precoci e esodati.

In vista dell’approvazione sempre più imminente della riforma delle pensioni, il tema previdenziale resta al centro del dibattito politico.
Mentre sembra ormai sicuro l’inserimento dell’Ape, l’intervento sull’anticipo pensionistico ideato dal Governo Renzi, nella riforma delle pensioni, restano ancora diversi temi da affrontare.
Un passo avanti sembra essere stato fatto anche per quanto riguarda l’estensione della quattordicesima: le ultime novità riguardanti la riforma delle pensioni, infatti, hanno visto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, confermare l’estensione della quattordicesima mensilità, ossia del bonus attualmente oscillante tra 336 e 504 euro in base agli anni di contributi che si possono vantare, che viene riconosciuto a luglio di ogni anno a favore dei pensionati con più di 64 anni e con un reddito inferiore a 9.786,86 euro lordi. Tale bonus verrà esteso anche alle pensioni fino a 1000 euro, portando sollievo a diverse famiglie.

Riforma pensioni, ultime novità: Nannicini conferma intervento quattordicesima

«La quattordicesima nell’intenzione del governo che sta discutendo di questo con i sindacati, non è di fare una misura contro la povertà»

così ha commentato Tommaso Nannicini l’intervento di estensione della quattordicesima, spiegando che le famiglie che beneficeranno della misura si sono conquistate il bonus con i contributi versati.

«Queste misure stanno da un’altra parte, stanno nella delega povertà che può darsi venga rifinanziata perché la lotta alla povertà è uno degli obiettivi prioritari del governo. Ma ogni obiettivo ha uno strumento».

Nannicini poi prosegue:

«Qui stiamo parlando di dare un sostegno ai redditi da pensione non degli indigenti e lo diamo ai redditi da pensione bassi proprio perché è una misura di equità, redditi complessivi sotto i mille euro cioè per chi ha un reddito complessivo da pensione, non una pensione, sotto i mille euro. Sfido a dire che naviga nell’oro e che è un benestante. La quattordicesima è un sollievo un aiuto per chi ha redditi bassi da pensione e se li è conquistati con i contributi. Parliamo di circa 3 milioni e 300mila persone interessate dall’intervento, per redditi da pensione fino a mille euro».

Attualmente potevano beneficiare della quattordicesima tutti coloro che percepivano una pensione fino a 750 euro al mese.

Riforma pensioni, ultime novità: Damiano incalza su precoci e ottava salvaguardia
Se sembra quindi essere sicuro l’intervento sulla quattordicesima, ci sono ancora argomenti che devono essere trattati prima dell’approvazione della riforma delle pensioni. A ricordarlo è Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, che ha così avvertito:

«Sulle pensioni, accanto ai passi avanti compiuti, ci sono ancora alcuni aspetti molto delicati da affrontare e risolvere. C’è da chiarire quale sarà la penalizzazione per i lavoratori che anticipano la pensione e che non rientrano nelle categorie che avranno questa agevolazione a costo zero (disoccupati, addetti ai lavori usuranti e pesanti, invalidi): la nostra proposta era di una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo. Non si può correre il rischio di avere una misura che, essendo troppo onerosa per il lavoratore, rimanga sulla carta come è capitato con il Tfr in busta paga e il part time di fine carriera».

Damiano non dimentica inoltre la questione dei lavoratori precoci, che da mesi si stanno battendo per i loro diritti:

«L’abbassamento dell’attuale tetto dei 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne) per chi ha cominciato a lavorare tra i 14 e i 18 anni, non può essere simbolico ma sostanziale».

Il pensiero finale va all’ottava salvaguardia degli esodati:

«La soluzione conclusiva del problema la possiamo ottenere se coinvolgiamo circa 25-30.000 lavoratori. Le risorse, in questo caso, sono già state stanziate. Risolvere questi problemi sarà essenziale per arrivare a una positiva conclusione del confronto tra Governo e sindacati».

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