Riforma pensioni 2015-2016: ecco la riforma di Tito Boeri in 3 punti

Valentina Pennacchio

15 Aprile 2015 - 08:30

Ecco come cambiare la Riforma Fornero in 3 punti: le novità proposte dal presidente dell’INPS Tito Boeri per intervenire sul sistema pensionistico italiano.

Riforma pensioni 2015-2016: ecco la riforma di Tito Boeri in 3 punti

Nonostante la Corte Costituzionale abbia respinto il referendum per abolire la Legge Fornero, promosso dalla Lega, i lavoratori e i futuri pensionati non hanno mai smesso di sperare nella riforma delle pensioni, affinché i requisiti stringenti decisi dall’ex ministro del Lavoro per accedere al trattamento pensionistico possano subire una revisione.

Il nuovo presidente dell’INPS, Tito Boeri, ha annunciato che presto, probabilmente entro giugno, l’Ente di previdenza presenterà una proposta di riforma, una proposta che evidentemente non verrà dal mondo politico, ma dall’INPS, che, secondo lo stesso Boeri, potrebbe assumere quel ruolo di “consulente” dello Stato che svolge Bankitalia in materia di politica economica.

Come riformare il sistema pensionistico italiano? Tra le ipotesi di riforma al vaglio di Boeri, la possibilità di introdurre una serie di novità già a partire da giugno, per poi proseguire nel 2016. Eccole riassunte in 3 punti.

Pensioni: riforma Boeri

Il numero uno dell’INPS vorrebbe proporre di intervenire su tre fronti:

  • pensionamento più flessibile con un assegno pensionistico più leggero per coloro che sono prossimi al raggiungimento dei requisiti pensionistici;
  • reddito minimo per gli over 55, al fine di aiutare le persone mature che perdono il lavoro e hanno difficoltà a ricollocarsi, finanziato con un prelievo di solidarietà sulle pensioni più alte;
  • pagamento delle pensioni il primo del mese:

«Vogliamo realizzare un’operazione socialmente importante: pagare dal prossimo mese di giugno tutte le prestazione dell’Inps, dalle pensioni alle indennità di accompagnamento, il primo di ogni mese e non più come adesso in date differenti in relazione alla prestazione e al fondo di gestione».

Su quest’ultima proposta resta il nodo delle banche. Infatti, mentre le Poste hanno già accettato, le banche dovranno esprimersi entro oggi. Boeri ha spiegato:

«Deve essere un’operazione a costo zero: lo Stato incasserà meno interessi sui ratei che ora paga il 10 o il 16 del mese; in cambio alle banche, che incasseranno prima, abbiamo chiesto di abbassare i costi dei bonifici».

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