Riforma del condominio: condomini morosi? Si continua a pignorare il conto corrente del palazzo: le ultime sentenze

Valentina Brazioli

8 Settembre 2014 - 10:00

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Riforma del condominio: sarebbe dovuto cambiare tutto per i condomini morosi, e invece non è cambiato niente. Il principio del ricorso da parte del creditore di prima istanza nei confronti dei soli debitori, così come stabilito dalla legge, fa infatti molta fatica a trovare concreta applicazione nelle aule di tribunale: in due recenti pronunciamenti, infatti, a finire pignorato è stato il conto corrente dell’intero palazzo.

Riforma del condominio: cos’è cambiato per i condomini morosi? Niente, a guardare due recenti pronunciamenti dei tribunali di Milano e di Reggio Emilia. Nonostante la legge 220 del 2012 stabilisca il principio secondo cui, in caso di morosità, il ricorso del creditore di prima istanza nei confronti dei soli debitori, a finire pignorati sono stati i conti correnti dell’intero palazzo.

Cosa stabilisce la Riforma del Condominio

Eppure, l’intento del legislatore era chiaro: dare piena attuazione alla decisione derivante dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (la numero 9148 del 2008) che aveva sostituito al principio della solidarietà delle obbligazioni la regola della parziarietà. Per dirla con parole semplici, si sarebbe dovuti passare dal “tutti per uno” all’”ognuno il suo”, e con l’articolo 63 si era messo nero su bianco che i creditori non avrebbero potuto agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti, se non dopo essersi rivolti innanzitutto ai morosi. Insomma, solo in mancanza di mezzi economici del debitore sarebbe scattata la responsabilità di tutti gli altri condomini (magari a distanza di anni).

Cosa sta succedendo nei tribunali

Mai come in questo caso, però, è stata evidente la distanza tra la volontà del legislatore e le decisioni di volta in volta assunte dalla magistratura. I tribunali, infatti, stanno continuando a ritenere pienamente legittima la domanda che richiede l’esecuzione del decreto ingiuntivo ottenuto con il pignoramento del conto corrente del condominio, disponendo che le somme depositate vengano vincolate per soddisfare il creditore. Due le sentenze più recenti di questo tipo: una da parte del Tribunale di Milano (III sezione civile, 27 maggio 2014) e l’altra da parte del Tribunale di Reggio Emilia (14 maggio 2014). A quanto pare, questo tipo di provvedimento non è in contrasto con quanto previsto dalla legge di riforma del condominio, perché le cifre versate in quel conto corrente non fanno più parte del patrimonio dei condomini non morosi, bensì dell’ente di gestione condominio.

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