Riforma appalti: meno burocrazia, gare obbligate, più spazio per Pmi. Ecco i punti salienti del nuovo codice

Marta Panicucci

12 Giugno 2014 - 12:56

12 Giugno 2014 - 13:03

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Codice e regolamento azzerati: nascerà un nuovo testo Unico light. Molte le novità che dovrebbero rivoluzionare il mondo degli appalti pubblici.

Si accelera sul codice degli appalti. Il testo della riforma azzera le vecchie norme e armonizza la legge obiettivo alle regole generali: di 600 articolo attuali, ne resteranno soltanto 200. Il governo annuncia che il nuovo decreto sugli appalti sarà una rivoluzione. Ecco i punti più importanti del nuovo codice.

La riforma
A mettere a punto la riforma degli appalti è la commissione guidata dal viceministro Riccardo Nencini che ha presentato ieri il testo delega del nuovo codice. L’ipotesi è che ci sia un ulteriore accelerazione sulla riforma che porti il testo a palazzo Chigi già in occasione del consiglio dei Ministri di domani. La direttiva Ue chiede di riformare il codice dei contratti pubblici entro il 2015, ma le vicende giudiziarie legate all’Expo 2015, al Mose di Venezia e non solo richiedono un’ulteriore accelerazione.

Semplificazione
Primo obiettivo della riforma degli appalti è la semplificazione del codice, attualmente composto da oltre 600 articoli. Codice e regolamento saranno azzerati e nascerà un nuovo testo unico con al massimo 200 articoli.

Deroghe
Si sta cercando di imprimere una radicale rivoluzione sulla gestione della attività pubbliche. Il primo importante punto è la necessità di garantire «gare sempre, basta deroghe». La nuova disciplina degli appalti dovrà garantire «trasparenza e pubblicità» delle procedure di gara e delle fari precedenti e successive «salvo casi espressamente previsti». E’ inoltre prevista la diminuzione degli oneri documentali a carico di coloro che intendono partecipare alle gare.

Partecipazione pubblica
Con il termine francese dèbat public si inserisce nel testo per la riforma degli appalti la maggior partecipazione dei cittadini. Il nuovo codice deve promuovere adeguati livelli di partecipazione delle popolazioni dei territori interessati dai lavori. Tale processo dovrebbe essere antecedente alla partecipazione istituzionale da parte dell’ente pubblico.

Sistema di qualificazione dei costruttori
Dopo l’abolizione dell’albo dei costruttori nel 2000, il sistema di qualificazione dei costruttori di opere pubbliche è gestito tramite società private (Soa). La legge delega prevede espressamente una revisione dell’attuale sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità e trasparenza.

Committenza
Il nuovo codice introdurrà «adeguate forme di centralizzazione delle committenze» e di riduzione del numero di stazioni appaltanti. Si procederà poi al razionamento delle «procedure di spesa attraverso criteri di qualità, efficienza, contenimento tempi e piena verificabilità di flussi finanziari».

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