Riforma Codice della Strada: ritiro della patente per chi usa lo smartphone

Anna Maria D’Andrea

3 Novembre 2016 - 20:47

La riforma del Codice della Strada non la farà passare liscia a chi usa lo smartphone mentre guida. Previsto il ritiro immediato della patente fino a 2 mesi. Ecco i dettagli.

Riforma Codice della Strada: ritiro della patente per chi usa lo smartphone

Riforma del Codice della Strada: ritiro immediato della patente per chi usa lo smartphone alla guida.

Non si tratta di semplici indiscrezioni. La riforma del Codice della Strada, approvata dalla Camera nell’ormai lontano 2014 dovrebbe essere definitivamente discussa, integrata ed entrare in vigore entro la fine dell’anno.

Le novità riguarderanno giovani e meno giovani: ormai l’uso dello smartphone alla guida sembra essere una cattiva abitudine diffusa a macchia d’olio e per contrastare il comportamento pericoloso dei guidatori si pensa ad un inasprimento della pena.

Per chi sarà beccato ad utilizzare lo smartphone, anche solo per inviare un messaggio durante la guida verrà automaticamente ritirata la patente, da 15 giorni e fino a 2 mesi.

La riforma del Codice della Strada è ora al vaglio della Commissione Trasporti del Senato e tra gli obiettivi c’è quello di renderla operativa entro fine anno. Il presidente della Commissione Altero Matteoli l’ha messa in calendario e quindi l’entrata in vigore della nuova disciplina per gli automobilisti sembra veramente vicina.

Insomma, gli automobilisti dovranno staccarsi dall’amato smartphone durante la guida?

Sembrerebbe di sì: ecco i dettagli sulla riforma del Codice della Strada e sull’inasprimento delle sanzioni per chi usa il cellulare alla guida.

Riforma codice della strada: ritiro patente per chi usa lo smartphone

Gli italiani non riescono a staccarsi dal cellulare nemmeno durante la guida.

Per quanto ormai l’uso dello smartphone al volante sia diventato routine e molti dei guidatori neanche fanno caso all’abitudine sbagliata, l’aumento dell’1% delle vittime sulla strada potrebbe essere dovuto proprio a questo.

A diffondere i dati è il rapporto Dekra sulla sicurezza stradale: tre automobilisti su quattro usano il cellulare mentre guidano. Messaggiano, telefonano, navigano sul web o aggiornano il proprio profilo social: tutto questo causerebbe distrazione e di conseguenza l’aumento degli incidenti.

Per questo, la riforma del Codice della Strada, ferma alla Camera dal 2014 e ripresa in mano dalla Commissione trasporti del Senato per una celere approvazione, non promette vita facile per i social addicted.

Per chi sarà sorpreso a utilizzare lo smartphone durante la guida è previsto il ritiro immediato della patente: si va da un minimo di 15 giorni di sospensione fino a 2 mesi.

Ma c’è di più: nel caso di incidente stradale dovuto a chiamate, messaggi e via discorrendo, è previsto anche il sequestro amministrativo dello smartphone.

La sanzione insomma si andrebbe notevolmente ad inasprire: ad oggi e fino all’entrata in vigore del nuovo Codice della Strata, in caso di uso del cellulare alla guida, ovvero per violazione dell’articolo 173 del Codice della Strada, si viene puniti con una multa a 161 euro fino a 646 euro e con la decurtazione di 5 punti dalla patente.

Soltanto in caso di recidiva è stabilita la sospensione della patente, da 1 a 3 mesi.

Ma la novità della riforma non riguarda soltanto l’utilizzo dello smartphone. Il nuovo Codice della Strada prevede alcune importanti novità.

Vediamole insieme.

Riforma codice della strada: nuove norme e nuove tecnologie

Tra le novità della riforma del Codice della Strada non ci sono soltanto le norme più severe per quel che riguarda l’utilizzo dello smartphone.

La nuova disciplina che interesserà gli automobilisti in discussione al Senato procede di pari passo con l’evoluzione tecnologica.

Tra gli interventi che potrebbero essere inseriti nel Codice della Strada in vigore dal 2017 - escludendo ulteriori possibili ritardi - c’è la proposta di dotare le vetture di una scatola nera.

Non è la prima volta che viene avanzata questa importante innovazione proprio a livello strutturale. Con il progresso tecnologico oggi l’intento sembrerebbe attuabile e con l’evoluzione che interessa il settore automobilistico non si tratterebbe più di un intervento eccessivamente costoso e difficile da mettere in pratica.

Parallelamente, potrebbe diventare obbligatorio installare nelle proprie automobili un vivavoce integrale, dei segnalatori in grado di indicare l’invasione della corsia opposta, la frenata automatica di emergenza e lo specchietto che elimina il cosiddetto “angolo cieco”. Inoltre, l’installazione a bordo di sistemi anti-sonno e anti-abbandono per i bambini dimenticati troppo spesso nelle auto.

Si tratterebbe di una riforma dai connotati tecnologici. Verrebbe richiesto alle nuove vetture di essere efficienti non soltanto in termini di prestazioni ma anche per quel che riguarda la prevenzione e la sicurezza stradale.

C’è di più: la riforma del Codice della Strada potrebbe interessare anche i ciclisti: si parla della possibilità di inserire l’obbligo di tenere le luci accese di sera e di avere i dispositivi catadiottrici funzionanti per evitare spiacevoli inconvenienti.