Resilienza: cos’è e cosa significa

Il significato del termine resilienza: ecco cosa vuol dire essere resilienti e perché se ne parla tanto da quando è scoppiata la pandemia.

Resilienza: cos'è e cosa significa

Cos’è la resilienza, cosa vuol dire e perché se ne parla così tanto? Questa la domanda che molti si pongono: resilienza è infatti una delle parole che abbiamo imparato a conoscere con lo scoppio dell’emergenza coronavirus.

Si dice ad esempio che le economie resilienti sono quelle che usciranno meglio dalla crisi, o che per ripartire serve resilienza.

Le istituzioni ne parlano in ottica di costruzione o mantenimento della stessa ma non a tutti è chiaro quale sia il significato esatto di questo termine. Vediamolo insieme.

Resilienza: cosa significa

Ne parlano da settimane i leader mondiali, le aziende e le istituzioni, e anche il premier Giuseppe Conte nell’ultimo discorso in Parlamento si è soffermato più volte sulla parola ‘resilienza’.

Ma cosa significa? Il termine in sé indica la capacità di un sistema di resistere a qualsiasi perturbazione, organizzando una risposta e tornando a funzionare come prima. Da non confondere con la resistenza al cambiamento visto che la trasformazione parziale delle parti è ammessa.

Questa capacità scaturisce principalmente dalle caratteristiche intrinseche di ogni entità, che permettono di superare efficacemente situazioni critiche. Elementi come il grado di diversità o di modularità, la capacità di reagire ai cambiamenti, l’apertura, la disponibilità di riserve adeguate, la flessibilità e un’ampia rete di connessioni permettono a un sistema di essere resiliente.

Chiaramente, esistono soglie e limiti e al di fuori delle stesse sarà necessario attuare un cambiamento radicale. Gli effetti di soglia sono noti in diversi ambiti come quello del lavoro, in quello dei trasporti oppure per quanto concerne il rapporto debito-reddito. Per riuscire a mantenere la resilienza di un sistema andrà operato un intervento omogeneo e calibrato sull’interezza dello stesso, altrimenti si rischia di non raggiungere l’obiettivo prefissato.

Resilienza: perché se ne parla?

’Resilienza’ è un termine particolarmente azzeccato per la situazione che stiamo vivendo in queste settimane. La pandemia di coronavirus ha infatti stravolto da cima a fondo le nostre vite, prendendoci letteralmente alla sprovvista. Le abitudini di un tempo sembrano ormai lontane, con i mesi di lockdown avranno ripercussioni pesanti sulla ripartenza socioeconomica.

Si parla di resilienza non a caso, visto che la volontà di ogni sistema, che sia dal singolo individuo all’azienda o al Governo, sta cercando di assorbire l’impatto di una ‘perturbazione’ inedita. Gli strumenti messi in campo sono quindi finalizzati a ristabilire il funzionamento ‘normale’ delle cose, così da non subire in definitiva gli effetti del cambiamento.

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 5 mesi fa

In certi ambienti se ne parlava-parla spesso perché è una virtù

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