Perché è un errore abolire Quota 100

Matteo Renzi torna alla carica per l’abolizione di Quota 100 annunciando un emendamento ad hoc in Parlamento: una mossa che però sarebbe controproducente e tesa solo ad agitare ulteriormente le acque nella maggioranza giallorossa.

Perché è un errore abolire Quota 100

Si riaccende la discussione su Quota 100 all’interno della maggioranza giallorossa. Nella sua ultima Enews, Matteo Renzi è infatti tornato alla carica chiedendo l’abolizione della misura previdenziale licenziata lo scorso anno dal primo governo Conte.

La motivazione del leader di Italia Viva è sempre la stessa: la misura sarebbe ingiusta e costa 20 miliardi in tre anni, con i fondi stanziati per Quota 100 riguardanti solo i pensionati che andrebbero destinati a giovani, coppie e famiglie.

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Nel Documento programmatico di Bilancio appena approvato dal Consiglio dei Ministri, quindi anche dai due facenti parte dall’area renziana, viene però confermata in blocco la struttura della misura previdenziale.

In questo momento abolire Quota 100 sarebbe però un grande errore. Il risparmio annuo sarebbe infatti inferiore al miliardo di euro, si andrebbero a creare possibili esodati e si andrebbe a fornire un clamoroso assist elettorale a Matteo Salvini di cui non ha certamente bisogno.

Renzi e l’errore su Quota 100

Dopo meno di un anno dalla sua entrata in vigore, Quota 100 finora è stato un sostanziale flop su tutti i fronti. I lavoratori che ne hanno usufruito sono stati meno del previsto, non c’è stato il tanto sbandierato turn over con i giovani neoassunti e non c’è stato neanche il paventato aumento del Pil che invece al contrario è andato a picco.

Detto questo sarebbe comunque un grosso errore, sia politico che sociale, cancellare in toto con la legge di Bilancio in discussione una misura che vedrà la sua naturale scadenza il 31 dicembre 2021.

Matteo Renzi nel suo ruolo di bastian contrario all’interno della maggioranza giallorossa è tornato adesso a chiedere l’abolizione della misura pensionistica, annunciando la presentazione di un emendamento specifico in Parlamento.

Spiegheremo perché secondo noi quella misura - ha scritto l’ex premier - che investe 20 miliardi in tre anni guardando solo ai pensionandi, è ingiusta: quei soldi dovrebbero andare ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi e ai servizi. Per la prima volta una misura organica a favore delle famiglie: PER le famiglie (Protagoniste Eque Ricche). Noi voteremo un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi: vediamo che cosa faranno gli altri”.

Una mossa questa del leader di Italia Viva che ha innervosito ulteriormente gli alleati di governo, che consideravano la questione chiusa dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Dpb.

Renzi però non comprende, o fa finta di non comprendere, che errore sarebbe a questo punto abolire completamente Quota 100. Per prima cosa il risparmio annuo come affermato da Carlo Cottarelli sarebbe “ tra i 500 milioni e il miliardo di euro, anche se la previsione più attendibile è verso la parte bassa di questa forchetta”.

Non si può togliere infatti la pensione a chi ha già usufruito delle possibilità offerte da Quota 100, quindi il risparmio sarebbe modesto visto che andrebbe calcolato soltanto verso chi è in procinto di sfruttare le prossime finestre.

Difficile mettere in campo misure economiche efficaci per i giovani, le coppie e le famiglie con neanche 1 miliardo a disposizione. Con l’abolizione ci sarebbe poi il concreto rischio di creare nuovi esodati, visto che i lavoratori che hanno già un accordo per andare in pensione si ritroverebbero nel limbo come già accaduto a seguito della riforma Fornero.

Infine c’è una questione tutta politica. Abolire tout court Quota 100 sarebbe un autogol clamoroso per i partiti di governo, che così andrebbero a prestare il fianco alla propaganda salviniana su un tema così delicato e sentito come quello delle pensioni.

Approvare Quota 100 lo scorso anno è stato uno sbaglio, ma tagliare adesso la misura sarebbe un errore ancora maggiore.

Con la sua Leopolda che rischia di essere mediaticamente sovrastata dalla manifestazione romana della Lega, Matteo Renzi è in disperata ricerca di visibilità ma in questo modo l’unico risultato è quello di destabilizzare un governo da lui fortemente voluto, ma che probabilmente serviva soltanto a evitare le urne trovando così il tempo per organizzare il suo nuovo partito.

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