Regling (Esm): Le banche italiane possono e devono ridurre i npl

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Regling (Esm): Le banche italiane possono e devono ridurre i npl

l direttore del Fondo salva stati Klaus Regling crede che i npl siano un problema grave per le banche italiane perché tolgono ai loro manager tempo ed energie che potrebbero essere spese meglio.

Klaus Regling, direttore del Fondo salva Stati (Meccanismo europeo di stabilità), ha fiducia nell’Italia affinché le banche riescano ad estirpare la piaga dei crediti deteriorati. Senza questo peso i manager delle banche italiane potrebbero spendere il loro tempo e le loro energie in attività più produttive. Senza troppi crediti deteriorati sarà più facile finanziare le imprese e far ripartire l’economia. Si allinea dunque alla Bce e al Fmi che sono intransigenti su questa linea. Confindustria aveva espresso perplessità sulle tempistiche della direttiva Bce. Padoan è preoccupato sulla svalutatazione delle sofferenze.

Regling: i npl sono un problema da estirpare

Regling crede che l’Italia non solo sia capace di gestire l’enorme flusso dei non performing loans , ma anche la riduzione del debito. I tempi sono maturi per avere la forza necessaria di agire su questi due fronti.
Oltre che a schierarsi con la Bce e il Fmi, Regling ha quindi fiducia che l’Italia ce la possa fare.

Riducendo drasticamente il numero di crediti deteriorati, i manager delle banche italiane potrebbero occuparsi di altro, oggi impossibilitati a farlo perché devono spendere tempo ed energie dietro questa matassa.

Il titolare dell’Esm (Fondo salva Stati) specifica che dipende chi vincerà le elezioni e chi dovrà amministrare l’Italia, molto infatti dipenderà dall’azione del governo su questa situazione.

Con molte meno sofferenze, secondo Regling, le banche italiane potrebbero finanziare le imprese e rilanciare l’economia reale.
Quest’ultimo parere è chiaramente condivisibile da chiunque, ma Confindustria, per esempio, aveva spiegato come proprio la direttiva Bce non permetterà l’azzeramento dei crediti deteriorati a vantaggio delle banche italiane.

Npl: una misura ad hoc per l’Italia, il parere di Padoan

La normativa della Bce sui crediti deteriorati appare più che mai una misura rivolta principalmente all’Italia, che da sola detiene ⅓ delle sofferenze di tutta l’Eurozona. Tale direttiva tocca i bilanci futuri di numerose banche italiane e riguarda miliardi di euro.

Apprezzabile dunque che il direttore dell’Esm abbia fiducia nell’Italia affinché riesca a risolvere la situazione, ma realisticamente parlando questa normativa della Bce appare pesantissima e ai più indigesta.

Nel mese di luglio le banche italiane avevano, con la legislazione vigente sulle sofferenze, ridotto drasticamente il numero dei non performing loans e la strada sembrava aver preso la direzione giusta, ovvero verso l’azzeramento.

Forzare la mano significherà svalutare enormemente i crediti deteriorati a vantaggio di chi li acquisterà. Questo è il parere del ministro dell’economia Padoan, che pubblicamente mostra moderazione sul tema.

È quindi vero senza crediti deteriorati sarà più facile finanziare le imprese e immettere denaro nell’economia reale, ma forse Regling dimentica che con il peso delle sofferenze attuali ancora sulle spalle delle banche italiane sarà molto difficile che questo accada.

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