Reddito inclusione attiva: 500 euro alle famiglie in difficoltà

Cos’è il reddito di inclusione attiva e chi sono i soggetti beneficiari? Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla legge delega che introduce il bonus di 500 euro a favore delle famiglie in difficoltà.

Il reddito di inclusione attiva 2017 è stato introdotto dalla legge delega approvata dal Senato della Repubblica: 500 euro al mese per le famiglie in difficoltà.

Ma quali sono i requisiti, le regole e come si può fare domanda per ottenere i 500 euro di reddito di inclusione attiva che sostituirà il SIA?

Innanzitutto occorre considerare che il reddito di inclusione attiva introduce i 500 euro al mese per le famiglie più in difficoltà. Ancora non è stato definito il requisito economico ma si pensa di legare la percezione di questa prestazione a sostegno del reddito all’ISEE prodotto: i 500 euro al mese andrebbero alle famiglie che percepiscono meno di 3.000,00 di ISEE all’anno (quindi in sostanza le famiglie che non hanno redditi fissi di lavoro dipendente o autonomo).

Il reddito di inclusione attiva appare evidentemente la risposta politica del Governo PD (Gentiloni/Renzi) alla storica proposta di reddito di cittadinanza M5S.

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Reddito di inclusione attiva: 500 euro alle famiglie a rischio povertà

E’ stato definitivamente approvato dal Senato il disegno di legge delega recante “norme per il contrasto alla povertà e per il riordino dei servizi sociali”.

Le somme investite, già stanziate in favore del Fondo per la lotta alla povertà, sono pari a quasi 1,2 miliardi di euro per il 2017 ed per il 2018.

Attenzione: il reddito di inclusione attiva 2017 che prevede 500 euro al mese per le famiglie in difficoltà non è ancora legge ma è stata approvata la legge che delega il Governo ad introdurre questa misura, seguendo certi limiti.

In particolare, la delega sul reddito di inclusione attiva di 500 euro al mese per le famiglie prevede il conferimento al Governo di una delega per l’adozione, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro settembre di quest’anno), di uno o più decreti legislativi recanti:

  • l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà, per garantire a tutti i cittadini un livello di vita dignitoso e contrastare l’esclusione sociale (c.d. reddito di inclusione). Si tratta di una misura nazionale di contrasto alla povertà strutturale, universale e sottoposta alla prova dei mezzi, sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Attualmente si parla di agganciare la percezione dei 500 euro netti al mese ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 3.000 euro annui;
  • il riordino e la razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto della povertà, fatta eccezione per le prestazioni rivolte ai cittadini non più in età di attivazione lavorativa, per le prestazioni a sostegno della genitorialità e per quelle rivolte a disabili ed invalidi;
  • il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali.

Reddito di inclusione attiva 2017, 500 euro al mese alle famiglie: i criteri di riferimento per il Governo

Ecco i criteri cui il Governo dovrà uniformarsi per l’emanazione di uno o più decreti legislativi in materia di reddito di inclusione attiva 2017:

  • uniformità della misura a livello nazionale, basata sull’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), tenendo conto dell’effettivo reddito disponibile e di indicatori della capacità di spesa;
  • obbligo di adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà;
  • previsione di un beneficio economico e di servizi alla persona, assicurati dalla rete dei servizi e degli interventi sociali;
  • obbligo per i beneficiari di possedere un requisito di durata minima del periodo di residenza nel territorio nazionale nel rispetto dell’ordinamento dell’Unione europea;
  • previsione di un graduale incremento del beneficio e di una graduale estensione dei beneficiari da individuare prioritariamente tra i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

Reddito di inclusione attiva 2017, 500 euro al mese alle famiglie: gli interventi attuativi

Per l’attuazione delle misure previste per l’introduzione del reddito di inclusione attiva è necessario aumentare le risorse finanziarie a disposizione di enti locali e centri per l’impiego (Cpi), altrimenti difficilmente verranno messi in condizione di “poter attivare e garantire qualità ed efficacia ai progetti personalizzati per l’inclusione sociale e lavorativa, che risultano essere condizione necessaria per l’erogazione del beneficio economico ai soggetti interessati”.

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