Reddito di cittadinanza, taglio di 5 euro ogni mese: tutto quello che serve sapere

Simone Micocci

01/11/2021

01/11/2021 - 16:51

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La Legge di Bilancio taglia il reddito di cittadinanza: l’importo si riduce di 5 euro ogni mese. Ma ci sono delle eccezioni e delle condizioni particolari; facciamo chiarezza.

Reddito di cittadinanza, taglio di 5 euro ogni mese: tutto quello che serve sapere

La Legge di Bilancio 2022 introduce un’importante novità per il reddito di cittadinanza: un taglio di 5,00 € ogni mese che si applica in determinate circostanze. La misura del taglio è esigua, ma il fatto che sia continua non va sottovalutato: considerando, ad esempio, una riduzione continua per dieci mesi, ne risulterà un importo più basso di 50,00 €.

Va detto, però, che il taglio non è per tutti: ci sono, infatti, dei nuclei familiari che ne sono esclusi. A tal proposito, di seguito faremo chiarezza su quando l’importo del reddito di cittadinanza resta pieno, quindi senza che la decurtazione di 5,00 € venga applicata, ricordando però che il disegno di legge di Bilancio adesso verrà esaminato da Camera dei Deputati e Senato, le quali potrebbero apportare delle modifiche.

Reddito di cittadinanza: da quando scatta il taglio

La Legge di Bilancio 2022 stabilisce che dal 1° gennaio 2022 si applica un taglio mensile del reddito di cittadinanza pari a 5,00 € dell’importo. Il taglio decorre dal 6° mese di fruizione e si protrae anche in caso di rinnovo del beneficio (dopo i 18 mesi).

Cosa significa questo? Semplicemente che coloro che alla data del 1° gennaio 2022 percepiscono il reddito di cittadinanza da almeno 6 mesi cominceranno a subire un taglio di 5,00 € su ogni mensilità futura. La disposizione non è retroattiva: quindi chi lo percepisce da più di 6 mesi non si vedrà sottrarre i 5,00 € per le mensilità arretrate.

Fino a quanto viene tagliato il reddito di cittadinanza

Va detto, comunque, che l’importo del reddito di cittadinanza non può scendere sotto una certa soglia. Nel testo del disegno di legge di Bilancio, infatti, si legge che vi è la decurtazione dei 5,00 € ogni mese ma a patto che l’importo del sussidio, percepito dalla persona sola, non sia inferiore ai 300,00 €. Ciò significa due cose:

  • per coloro che percepiscono un reddito di cittadinanza inferiore a 300,00 € la decurtazione non si applica dal principio;
  • una volta che, a causa del taglio, l’importo del reddito di cittadinanza scende sotto i 300,00 € la decurtazione smette di essere applicata.

La soglia dei 300,00 € vale per la persona sola. Per i nuclei familiari più numerosi, invece, questa va moltiplicata per il relativo parametro di scala di equivalenza, così calcolato:

  • valore pari a 1 per il richiedente, al quale si somma:
  • 0,4 per ogni altro componente maggiorenne;
  • 0,2 per ogni altro componente minorenne.

Ne risulta, ad esempio, che:

  • per il nucleo familiare composto da due maggiorenni il limite è di 420,00 €;
  • per il nucleo familiare composto da un minorenne e un maggiorenne il limite è di 360,00 €;
  • per il nucleo familiare composto da due maggiorenni e un minorenne il limite è di 480,00 €;
  • per il nucleo familiare composto da due maggiorenni e due minorenni il limite è di 540,00 €.

Il taglio, quindi, dovrà tenere conto delle suddette soglie, ma non solo. Ci sono dei casi, infatti, in cui indipendentemente dall’importo della misura il taglio non si applica da principio, come vedremo nel paragrafo successivo.

Per quali nuclei familiari il taglio del reddito di cittadinanza non si applica

Sono esclusi dal taglio i nuclei familiari che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • nel nucleo familiare è presente almeno un minore di età inferiore ai 3 anni;
  • nel nucleo è presente almeno una persona con disabilità grave o non autosufficiente;
  • il nucleo familiare è composto solamente da persone che sono esonerate o escluse dal percorso di politica attiva. Ad esempio, non devono firmare il Patto per il Lavoro coloro che: assistono un figlio di età inferiore ai 3 anni o un componente con grave disabilità, chi frequenta un corso di studio o di formazione, chi ha un’invalidità riconosciuta (almeno al 46%), le donne incinte, chi ha già un lavoro, chi è impiegato in un tirocinio, chi ha più di 65 anni.

Reddito di cittadinanza: quando il taglio si interrompe

Nel testo del disegno di legge di Bilancio si legge anche che il taglio viene “momentaneamente sospeso” nel caso in cui almeno uno dei componenti del nucleo familiare abbia avviato un’attività lavorativa - sia come dipendente che da autonomo - da almeno un mese continuativo.

In tal caso, però, il reddito di cittadinanza si riduce comunque in quanto bisognerà tener conto del reddito percepito dalla nuova attività, il quale “peserà” sul beneficio nella misura dell’80%. A tal proposito, la LdB precisa che, a differenza di quanto avviene oggi, la comunicazione di avvio dell’attività lavorativa va data entro il giorno precedente l’inizio della stessa.

Il taglio riprenderà qualora l’attività lavorativa si dovesse interrompere.

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