Reddito di Cittadinanza sotto esame, nasce il Comitato di valutazione: cosa può cambiare

Antonio Cosenza

11 Marzo 2021 - 10:30

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Reddito di Cittadinanza, nasce il Comitato scientifico di valutazione. Il presidente Saraceno: “Servono meno paletti”.

Reddito di Cittadinanza sotto esame, nasce il Comitato di valutazione: cosa può cambiare

Reddito di Cittadinanzain valutazione”: dopo poche settimane dal suo insediamento al Ministero del Lavoro il nuovo Ministro Orlando ha scelto di istituire una task force che si occuperà di monitorare i risultati raggiunti dalla misura per il contrasto alla povertà introdotta dal primo Governo Conte, valutando se sono necessari dei correttivi.

Il Reddito di Cittadinanza è sotto esame: sarà compito del nuovo Comitato scientifico per la valutazione capire cosa ha funzionato - e cosa no - in questi due anni, con l’obiettivo di intervenire per capire come migliorarlo.

Ma attenzione: questo non significa che il Ministro Orlando sta ragionando su una possibile cancellazione del Reddito di Cittadinanza. Non è così, anche perché l’idea di istituire il Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di Cittadinanza non è nata da Orlando, in quanto è il decreto 4/2019 - con il quale la misura è stata introdotta - a prevederlo.

Reddito di Cittadinanza sotto esame: nasce il Comitato scientifico di valutazione

È il decreto 4/2019 a prevedere l’istituzione di un Comitato scientifico di valutazione per monitorare il funzionamento del Reddito di Cittadinanza e intervenire laddove necessario.

Il problema è che l’istituzione di questa sorta di task force veniva demandata ad apposito decreto attuativo del Ministero del Lavoro. Dopo due anni, però, di questo decreto - così come di tanti altri previsti dalla legge - non si sono avute notizie. È servito l’arrivo di Andrea Orlando per sbloccare questa situazione, con l’istituzione immediata del Comitato scientifico che sarà presieduto dalla sociologa Chiara Saraceno.

Accanto a lei, ci saranno anche:

  • Cristiano Gori, ideatore dell’Alleanza contro la povertà in Italia;
  • Maurizio Franzini, docente di Politica economica ed esperto di disuguaglianze;
  • Daniele Checchi, capo della direzione centrale Studi e Ricerche dell’Inps;
  • Nunzia De Capite, sociologa dell’ufficio Politiche sociali della Caritas italiana;
  • Paola Bozzao, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro all’Università La Sapienza;
  • Angela Marano, direttore generale per la lotta alla povertà e la programmazione sociale del Ministero del Lavoro.

Ai lavori parteciperanno anche due rappresentanti dell’Anpal e dell’Inapp.

Reddito di Cittadinanza a più persone: l’idea del Presidente del Comitato di valutazione

La nomina della sociologa Saraceno alla presidenza del Comitato scientifico di valutazione del Reddito di Cittadinanza è molto importante; ci aiuta, infatti, a capire quali novità potrebbero essere introdotte al fine di migliorare il funzionamento della misura.

Nei giorni scorsi, infatti, la presidente Saraceno, esperta di welfare attualmente honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino, si era già espressa a riguardo spiegando la sua idea per il miglioramento del Reddito di Cittadinanza.

Nel dettaglio, secondo questa sarà necessario ripensare il parametro dell’ISEE in modo da rendere più semplice l’accesso al Reddito di Cittadinanza. Ci sono persone in difficoltà economica, infatti, che ancora oggi non riescono ad accedere alla misura: si pensi, ad esempio, a tutta la platea che ha beneficiato del reddito di emergenza. Allo stesso tempo, questa chiede di rivedere anche il requisito dei 10 anni di residenza in Italia, troppo penalizzante per gli stranieri.

E ancora: secondo la Saraceno è stato “un errore” legare la misura all’attivazione lavorativa, in quanto “le politiche attive servono ma devono essere per tutti e non solo per i poveri”. Il presidente del Comitato scientifico di valutazione ritiene anche che nei confronti dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza siano stati utilizzati dei toni troppo forti:

Viene descritta come ‘nullafacente’, gente che sta ‘sul divano’. Non si usa un linguaggio così violento per parlare di chi evade.

Insomma, le premesse sembrano essere positive: non si parla di cancellare il Reddito di Cittadinanza, bensì di migliorarlo e ampliarne la platea dei beneficiari.

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