Reddito di Cittadinanza: perché alcune volte l’importo è molto basso?

L’importo del Reddito di Cittadinanza alcune volte può essere inferiore alle attese: ecco quali sono i motivi per cui questo potrebbe risultare più basso di quanto si sperava.

Reddito di Cittadinanza: perché alcune volte l'importo è molto basso?

Reddito di Cittadinanza: spesso ci arrivano lamentele da parte dei beneficiari riguardo al fatto che l’importo da loro percepito è inadeguato. La media oggi è di circa 500 euro per famiglia: l’importo massimo è di circa 1.300 euro, ma solo per le famiglie molto numerose con reddito zero e che vivono in affitto.

Ci sono nuclei familiari che effettivamente superano i 1.000 euro di Reddito di Cittadinanza, ma non mancano anche quelli che prendono appena 50,00€ o 100,00€ al mese. In molti casi si tratta di nuclei familiari dove ci sono persone che lavorano e di conseguenza è ovvio che l’importo del Reddito di Cittadinanza viene ridotto sulla base del reddito percepito; in tanti altri casi, però, sono persone che al momento non hanno alcuna entrata e per questo motivo ci chiedono come sia possibile che il Reddito di Cittadinanza da loro percepito sia così basso.

A tal proposito, va detto che le motivazioni possibili sono diverse: prima di pensare all’errore da parte dell’INPS (possibilità piuttosto remota), è bene prendere in considerazione alcuni fattori che potrebbero aver ridotto l’importo del Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: come viene calcolato

Il Reddito di Cittadinanza consiste in un’integrazione del reddito familiare tale da far sì che il nucleo che lo percepisce possa superare la soglia di povertà nella quale altrimenti si sarebbe trovato.

Nel dettaglio, nel calcolo dell’importo si tiene conto di diversi fattori:

  • reddito familiare: ossia la somma dei redditi netti di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • composizione del nucleo familiare: più questo è numeroso e maggiori sono le possibilità che venga riconosciuto un assegno elevato;
  • presenza di un contratto d’affitto o di un mutuo.

Il RdC si compone di due quote: la Quota A viene calcolata sottraendo dalla soglia massima di reddito familiare, moltiplicata per il parametro di scala di equivalenza del nucleo familiare, il reddito della famiglia.

Il valore della soglia per la persona sola è di 6.000 euro e aumenta in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Per questo motivo il valore della Quota A dipende non solo da quella che effettivamente è la somma di tutti i redditi netti dei componenti del nucleo familiare, ma anche dal numero di quest’ultimi.

La Quota B, invece, consiste nel rimborso delle spese per l’affitto - per un massimo di 280,00 euro mensili - o della rata del mutuo per un importo che comunque non supera i 150 euro.

Reddito di Cittadinanza: perché (alcune volte) l’importo è molto basso?

Ci sono persone che si lamentano perché il Reddito di Cittadinanza a loro riconosciuto è molto basso e non ne sanno il motivo.

Come prima cosa bisogna capire qual è effettivamente il reddito familiare preso in considerazione dall’INPS per effettuare il calcolo: si tiene conto, infatti, non solo dei redditi percepiti in quel preciso momento, ma anche di quelli indicati nell’ISEE presentato al momento della domanda.

Nell’ISEE vengono indicati i redditi percepiti due anni prima dalla data del rilascio dello stesso: per l’ISEE 2020, quindi, vengono presi in considerazione i redditi del 2018.

Di conseguenza, anche chi al momento ha reddito pari a zero, deve ricordarsi che nel calcolo del Reddito di Cittadinanza sono stati presi in considerazione anche i redditi dei due anni precedenti. E di questi fanno parte non solo eventuali stipendi o proventi di attività da lavoro autonomo, ma anche indennità come la NASpI. Per questo motivo, ad esempio, se una persona nel 2018 ha percepito l’indennità di disoccupazione andrà a percepire un Reddito di Cittadinanza più basso anche se attualmente non ha alcun reddito.

Attenzione poi alla presenza di eventuali componenti aggregati al nucleo familiare, ad esempio nel caso delle coppie di genitori non sposate e non conviventi. Anche se questi non rientrano effettivamente nel nucleo familiare risultano comunque aggregati allo stesso e di conseguenza per calcolare l’importo del RdC si terrà conto anche dei loro redditi.

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