Reddito di Cittadinanza: cosa cambierà quando non ci saranno più i Navigator?

Antonio Cosenza

29 Gennaio 2021 - 17:59

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Reddito di Cittadinanza, Navigator verso la scadenza del contratto: cosa cambierà per i percettori?

Reddito di Cittadinanza: cosa cambierà quando non ci saranno più i Navigator?

Reddito di Cittadinanza: ancora pochi mesi e poi i beneficiari non potranno più beneficiare del supporto dei Navigator, sempre se nel frattempo non dovesse esserci un intervento del Ministero del Lavoro per prorogare i loro contratti in scadenza il 30 aprile 2021.

Ma diamo per scontato che i loro contratti non vengano rinnovati: cosa cambierà per chi prende il Reddito di Cittadinanza? Bisogna affrontare l’argomento su due aspetti: quello normativo e quello sostanziale. I beneficiari del RdC, infatti, si interrogano su chi si prenderà carico delle loro istanze e se potranno esserci dei cambiamenti per quel che riguarda il percorso legato al ricollocamento nel mercato del lavoro e alla condizionalità che ne consegue.

Ricordiamo che chi prende il Reddito di Cittadinanza deve sottostare a determinati obblighi, come la ricerca attiva del lavoro e il dover accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue. E i Navigator acquisiscono un ruolo fondamentale in questo percorso, in quanto sono perlopiù questi professionisti ad aver seguito i beneficiari del Reddito di Cittadinanza nelle varie fasi.

Ci si chiede se con la loro fuoriuscita dai Centri per l’Impiego ci saranno di conseguenze delle novità sul fronte della politica attiva collegata alla misura; facciamo chiarezza a riguardo.

Reddito di Cittadinanza: gli obblighi restano indipendentemente dal futuro dei Navigator

Anche senza Navigator i beneficiari del Reddito di Cittadinanza dovranno continuare a sottostare agli obblighi previsti dalla normativa, come quello che comporta la firma del Patto di Lavoro.

La titolarità della gestione delle varie fasi di politica attiva, infatti, è tutta del Centro per l’Impiego, e quindi del personale delle Regioni. I Navigator - impiegati presso Anpal Servizi - sono solamente in assistenza tecnica, proprio per dare supporto agli operatori dei CPI (ma su questo ci torneremo successivamente).

Di conseguenza, anche senza Navigator continueranno ad esserci una serie di obblighi per chi prende il Reddito di Cittadinanza ed è nella condizione di poter andare a lavorare; questi dovranno comunque rispondere alle convocazioni da parte dei Centri per l’Impiego e se non dovessero presentarsi sarebbero soggetti alle sanzioni previste dalla normativa in essere.

Reddito di Cittadinanza: i Centri per l’Impiego riusciranno da soli a seguire tutti i beneficiari?

Allo stesso tempo, però, ci chiediamo cosa fattivamente cambierà. Perché non si può pensare che i lavori possano procedere alla stessa velocità una volta che i Centri per l’Impiego non avranno più a disposizione circa 2.700 lavoratori specializzati sull’RdC.

Vero che il Ministero del Lavoro ha autorizzato l’assunzione di 11.600 operatori dei Centri per l’Impiego, i quali dovranno essere reclutati e assunti a tempo indeterminato dalle Regioni, ma va anche detto che nella maggior parte dei casi i concorsi - bloccati anche causa Covid - non si sono ancora completati.

Da maggio 2021, quindi, i Centri per l’Impiego dovranno continuare a seguire lo stesso numero di beneficiari - anzi, secondo le stime i percettori del RdC sono persino destinati ad aumentare vista la crisi economica - ma con un numero inferiore di personale. E a ciò si aggiungono tutti coloro che perderanno il lavoro in questi mesi, specialmente una volta che verrà meno il blocco dei licenziamenti.

I servizi per il lavoro in Italia - già sottodimensionati rispetto al resto d’Europa - riusciranno da soli a prendersi carico dei percettori del Reddito di Cittadinanza facendo sì che questi possano trovare un lavoro il prima possibile? Se fino ad oggi i risultati ottenuti non sono stati sensazionali, figuriamoci cosa succederà una volta che i CPI non avranno sufficienti forze lavoro per gestire le varie fasi della politica attiva. Questa passerà in secondo piano e il Reddito di Cittadinanza sarà sempre più una misura meramente assistenziale.

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