Recovery Fund, lo strumento di Conte per creare il suo partito, parola di Bagnai

Martino Grassi

23 Dicembre 2020 - 16:33

14 Gennaio 2021 - 11:51

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Il Recovery Fund potrebbe essere lo strumento utilizzato dal premier Conte per costruire il suo partito e affermarsi alle prossime elezioni secondo il senatore Alberto Bagnai.

Recovery Fund, lo strumento di Conte per creare il suo partito, parola di Bagnai

Il Recovery Fund è lo strumento individuato dal Consiglio europeo per sostenere le economie degli Stati in crisi a causa dell’emergenza sanitaria. Questa manovra tuttavia cela dietro di sé delle possibili strategie che il premier Conte potrebbe sfruttare per creare il suo partito per affermarsi alle prossime elezioni.

Ne è convinto Alberto Bagnai, senatore della Lega e membro della sesta commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica, e ne ha parlato nel corso di un’intervista per Video Backlight di Marco Italiano

Conte usa il Recovery Fund per creare il suo partito

Per quanto riguarda il Recovery Fund, Bagnai non riesce a comprendere il motivo per cui ci sia “questo grande pathos nel creare strutture per gestire delle somme che poi quando vengono riportate al loro dato sono irrisorie in termini lordi e nulle in termini netti”. A questo punto il senatore avanza delle possibili ipotesi, una delle quali riguarda una possibile strategia del premier Conte:

“Credo che il premier Conte stia cercando di crearsi una sua struttura che poi saldata con pezzi del Movimento 5 Stelle gli permetta di avere il suo “momento Monti” il suo momento politico in cui lui, con la retorica d’urgenza con il prestigio accumulato in una parte degli elettori in questa fase politica possa avere il suo partitello che magari alle prossime elezioni si afferma e poi si sgretola”

Le altre possibili ipotesi, continua Bagnai, sono una confessione del fatto che l’austerità abbia sgretolato la macchina amministrativa italiana in cui rimangono ancora tantissime competenze ma che purtroppo non possono operare” e che questi prestiti portino con loro “il peso insostenibile della burocrazia europea tale per cui bisogna creare una super struttura amministrativa”.

Legge di bilancio, cosa accadrà dopo il blocco dei licenziamenti?

Nel corso dell’intervista il senatore Bagnai ha avuto modo di parlare anche della legge di bilancio, che approda oggi alla Camera, per poi passare al Senato, che deve essere approvata entro il 31 dicembre. Secondo Bagnai la manovra è carente soprattutto sul piano del lavoro, in parte supplito dai provvedimenti della Lega, che ha portato in luce il tema dell’anno bianco contributivo per i lavoratori autonomi e anche il tema del contratto di espansione per i lavoratori dipendenti.

Per affrontare il tema del termine del blocco dei licenziamenti infatti “favorire una staffetta generazionale con il contratto di espansione, benefica anche per la produttività delle aziende”. Un altro modo per risolvere questa problematica, che tuttavia la legge di bilancio non prevede, sarebbe dovuta essere lo stanziamento “di cospicue risorse per gli ammortizzatori sociali, come la NASPI, ma questo governo del rinvio aspetta che i problemi si presentino invece che pensare un passo avanti”

Con il MES il PD vuole indebitare l’Italia

Negli ultimi tempi si è tornati anche a parlare di MES e della possibilità di attingere fondi per rimettere apposto la sanità, fondi di cui però l’Italia non ha bisogno, spiega Bagnai. Il MES in sostanza per il senatore sarebbe solo un grande piano del PD per ingabbiare l’Italia in una serie di prestiti soggetti a condizionalità, che gli consentano di governare il Paese da Bruxelles, quando gli italiani lo avranno mandato a casa”.

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