Ravvedimento operoso 2015: limiti temporali e sanzioni. Cosa cambia con la legge di Stabilità

Ravvedimento operoso: dal 1 gennaio del 2015 le cose cambieranno. Grazie alla legge di Stabilità, infatti, sono intervenute significative modifiche che riguardano: le cause ostative, la verbalizzazione delle violazioni, ma soprattutto i limiti temporali e sanzioni.

Ravvedimento operoso al restyling: a partire dal 1 gennaio del 2015, infatti, le cose cambiano, e non di poco. La legge di Stabilità ha disposto significativi cambiamenti a questo meccanismo utile per la regolarizzazione di violazioni tributarie da parte del contribuente. Cause ostative, verbalizzazione delle violazioni, limiti temporali e sanzioni: ecco tutte le novità.

Niente più cause ostative al ravvedimento operoso

Fino ad oggi non si poteva applicare la riduzione delle sanzioni tributarie prevista in caso di regolarizzazione spontanea se la violazione era già stata constatata, o se erano comunque iniziate attività amministrative di accertamento. La legge di Stabilità ha eliminato queste cosiddette “cause ostative”, tenendo in vita solo la notifica di atti di liquidazione e di accertamento.

La verbalizzazione delle violazioni

In caso una violazione sia stata constatata mediante processo verbale, il trasgressore potrà comunque avvalersi del ravvedimento operoso, ma la riduzione della sanzione sarà pari a un quinto del minimo. Ciò riguarda tutti i reati tributari, ma non si applica alle violazioni riguardanti la mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini e documenti di trasporto, nonché la mancata installazione dell’apparecchio misuratore fiscale.

Come cambiano i limiti temporali

Attualmente, i benefici del ravvedimento operoso spettano solamente se le violazioni sono regolarizzate – al massimo – entro il termine di scadenza per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui sono state commesse (oppure entro un anno dalla commissione). Oltre questo limite, la regolarizzazione non porta ad alcuna riduzione delle sanzioni. La legge di Stabilità ha rimosso la suddetta barriera temporale, tarando l’entità degli sconti in base alla tempestività della regolarizzazione. Nello specifico, le sanzioni vengono ridotte da un decimo del minimo (nella migliore delle ipotesi) fino a un sesto, a seconda della rapidità della condotta riparatrice. Ciò che non cambia, invece, è la violazione di omessa presentazione della dichiarazione, che rimane sanabile entro tre mesi dalla scadenza.

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