Il prezzo della benzina fa discutere dall’altra parte delle Alpi: negli ultimi giorni in Francia i manifestanti con i gilet gialli sono scesi in piazza sfilando a migliaia per le strade, causando disagi alla mobilità e disordini, il cui bilancio conta una vittima e centinaia di feriti.

Alla base dell’agitazione popolare il caro prezzi dei carburanti: il governo francese ha abolito le riduzioni sulle tasse sul gasolio non stradale, facendo aumentare il prezzo del Diesel di 6,5 centesimi al litro. Lo stesso è accaduto per la benzina, salita di 2,9 centesimi.

Gli aumenti saranno effettivi dal 1° gennaio 2019 per forzare il passaggio ad una mobilità più pulita, accantonando non solo le auto Diesel ma in generale tutte le auto a carburante fossile. I primi incentivi sull’acquisto di auto ibride ed elettriche sono infatti stati parzialmente un flop, poiché molti automobilisti che hanno lasciato le auto a gasolio per tornare a quelle a benzina.

Nonostante le proteste, il governo non farà passi indietro e continuerà su questa strada. Ma quanto costa la benzina in Francia? Meno di quanto costa in Italia.

Quanto costa la benzina in Francia?

La domanda sorge spontanea vista la mole delle proteste oltralpe. In realtà, il prezzo dei carburanti per cui i francesi sono scesi in piazza è più basso di quello attualmente praticato alle stazioni di rifornimento in Italia.

I dati di Global Petrol Prices dimostrano che per il prezzo della benzina in Europa, l’Italia è la più cara dietro la Norvegia, mentre la Francia è undicesima. La media nazionale da noi è registrata a 1.88 euro al litro, mentre in Francia 1.70 euro al litro.

Per il gasolio, l’Italia è la quinta più cara con una media di 1.78 euro al litro, mentre la Francia è nona con 1.71 euro al litro.

Anche aggiungendo 2.9 centesimi sul prezzo della benzina, la Francia arriverebbe a 1.729, sempre meno di 1.88 della benzina in Italia. Lo stesso vale per il Diesel: in Francia con gli aumenti arriveranno a 1.775 euro al litro, leggermente meno di quanto lo paghiamo in Italia.

Chi sono i gilet gialli?

Quella che sta avvenendo in Francia è una delle manifestazioni di dissenso politico e sociali più spontanee degli ultimi anni, nata sui social network e arrivata in strada ottenendo sempre più consensi.

Dapprima una petizione su Change.org per chiedere al governo l’abbassamento dei prezzi del carburante che ha raggiunto 800mila firme, poi le prime organizzazioni su Facebook da parte di uomini e donne di età compresa tra i 27 e i 35 anni, con profili piuttosto neutrali, che non fanno parte di alcun gruppo di militanza o di pressione.

Semplici cittadini, quindi, stanchi del caro prezzi. Da molte delle foto che stanno facendo il giro del mondo si vedono infatti anche coppie con cane al seguito, e molti anziani tra i gilet gialli.