Quali sono i siti della Pubblica Amministrazione meno sicuri?

Luna Luciano

19/08/2021

19/08/2021 - 19:10

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I siti su cui si dovrebbe fare affidamento, quelli dei Ministeri e degli enti pubblici più autorevoli, non proteggono la navigazione dell’utente. Vediamo quali sono i rischi e quali sono gli indirizzi da evitare.

Quali sono i siti della Pubblica Amministrazione meno sicuri?

È ormai risaputo che la navigazione su Internet ha i propri rischi, come quello d’imbattersi in virus che infettino o danneggino il computer, per non parlare dell’attendibilità dei dati e delle fonti.

Spesso proprio per questo si preferisce risalire alle “fonti ufficiali”, digitando sui portali web dei Ministeri o di altri autorevoli enti pubblici. Eppure anche in questi casi la sicurezza di chi naviga non è garantita.

L’utente riconosce e accetta che l’uso di questo sito è a suo esclusivo rischio e pericolo.

È un disclaimer ben noto a qualsiasi navigatore, ma che sicuramente nessuno si aspetterebbe di trovare sui portali web della Pubblica Amministrazione (e non solo). Cerchiamo quindi di capire cosa significhino questi disclaimer e soprattutto quali sono i siti della Pubblica Amministrazione poco sicuri e che, a questo punto, “forse” sarebbe meglio non utilizzare.

Termini e condizioni del sito: nessuna garanzia

Siti ricchi d’informazioni - fondamentali per il cittadino per essere sempre aggiornati - spesso presentano queste avvertenze sottolineando la totale assenza di garanzie:

  • sui contenuti pubblicati;
  • sulla sicurezza, declinando ogni responsabilità per eventuali danni.

Per poterli consultare viene chiesto all’utente di leggere la sezione Termini e condizioni d’uso del sito, ma sono pochi quelli che poi lo fanno.

Bisogna invece porre molta attenzione in quella finestra, perché quando l’utente accetta che“l’uso di questo sito è a suo esclusivo rischio e pericolo” smarca il portale da qualsiasi responsabilità in caso di danni. Inoltre, le stesse note legali non chiariscono quali possano essere realmente gli errori, i rischi e i pericoli in cui si potrebbe incorrere.

Il testo frequentemente è lo stesso su diversi siti: cambia solo il nome dell’ente, o in alcuni casi si usano formulazioni più brevi, ma che esprimono chiaramente le limitazioni di responsabilità. In un modo o nell’altro si chiarisce che il rischio è ben noto se si vuole consultare il sito e che in caso di danni la colpa sarà solo dell’utente.

Vediamo adesso quali sono quei siti della Pubblica Amministrazione - che come tali dovrebbero essere fruibili, accessibili e sicuri per tutti - ma che forniscono disclaimer di questo genere.

La Ragioneria dello Stato e OpenBDAP

Chi volesse consultare il portale della Ragioneria dello Stato (Rgs), organo di supporto per Parlamento e Governo, non ha molte opzioni: dovrà accettare che “tutti i suoi contenuti, ivi compresi i servizi eventualmente offerti, sono forniti così come sono e con tutti gli errori”.

Il portale ospita documenti e rapporti sui conti dello Stato e i link alla banca dati di OpenBDAP, sito sulla finanza pubblica. Il testo è molto esplicativo: “si potrebbe incorrere in rischi per la sicurezza dell’utente”.

Inoltre, le note legali dell’ente chiariscono che i propri collaboratori o fornitori non hanno responsabilità per danni causati da loro eventuali negligenze. Un modo per dire che i dati su cui si dovrebbe fare affidamento non sono del tutto privi di errori.

Corte dei Conti

Anche il sito della Corte dei Conti riprende parola per parola il testo del portale della Rgs, eliminando solo alcune frasi. Neppure in questo caso si chiariscono i rischi e gli errori in cui l’utente può incorrere.

Tuttavia, è presente una novità alla sezione delle note legali. Qui viene spiegato che il testo degli atti della Corte dei Conti potrebbe subire correzioni per errori materiali e, quindi, che l’unico testo fedele è quello depositato presso le segreterie degli uffici.

Questo vuol dire che in tutti i portali in cui si rende nota la possibilità della presenza di “errori”, i dati statistici consultati potrebbero non avere un valore ufficiale a causa di scostamenti temporali nell’aggiornamento degli stessi dati.

Condizioni e Termini di enti sanitari

Anche nel campo della Sanità la situazione non cambia molto, nonostante il periodo delicato che si sta vivendo. I siti anche in questo caso non garantiscono la sicurezza dell’utente. È il caso di alcune agenzie come:

  • L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), un portale fondamentale per avere informazioni sull’uso e sul consumo dei farmaci;
  • L’Istituto superiore di sanità (ISS) chiarisce che non potrà essere ritenuto responsabile per danni subiti dall’utente. Inoltre, nelle note legali precisa d’impegnarsi per garantire la completezza delle informazioni, “tuttavia non si assume la responsabilità per il materiale contenuto nel sito”. Quindi, uno dei portali che più di tutti si è occupato dell’informazione durante la pandemia non garantisce per gli stessi dati che ogni giorno sono stati riportati sui giornali.

Altri Enti poco sicuri

Di seguito riportiamo altri portali web dell’Amministrazione pubblica ed enti importanti che presentano le stesse condizioni fino ad adesso spiegate:

  • Agenzia delle Entrate. Questo ente almeno nelle note legali rende noto il proprio impegno a minimizzare i danni e i rischi, che pur sempre rimangono dietro l’angolo per l’utente.
  • L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea).

-*Unioncamere. Il portale mette in evidenza il problema dei rischi informatici, tra cui le infezioni da virus.

  • Agenzia per la coesione territoriale. L’Agenzia promuove lo sviluppo economico e fornisce un supporto all’attuazione dei programmi comunitari e nazionali, lavorando con le amministrazioni centrali che possono consultare il portale.
  • Banca d’Italia. Il portale precisa in un disclaimer che la firma digitale viene adoperata per garantirne provenienza e integrità, tuttavia si legge che l’ente non risponde di eventuali danni causati dall’uso dei dati.

Dai “Termini di servizio” appare ben chiara la necessità di cambiare le note legali di molti portali web, di tutti quegli enti che rappresentano una fonte autorevole d’informazione per i singoli utenti e per le aziende.

Questi enti dovrebbero garantire che i documenti siano facilmente consultabili, ma soprattutto rendere la navigazione sul portale il più sicura possibile, assumendosene le responsabilità.

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