Private equity, proseguono le operazioni nel mondo dello sport. Ecco i deal da tener d’occhio

Francesco Nasato

04/04/2025

L’impatto dei fondi nel mondo sportivo non sembra destinato a diminuire o rallentare almeno nel prossimo futuro. Gli investimenti infatti proseguono senza sosta.

Private equity, proseguono le operazioni nel mondo dello sport. Ecco i deal da tener d’occhio

L’attrazione dei fondi di investimento nei confronti del mondo dello sport sembra essere ancora in una fase di potente innamoramento. Le operazioni che coinvolgono il private equity e il contesto sportivo infatti non sembrano dare segnali di rallentamento o diminuzione. Anzi.

Nelle ultime settimane, per esempio, negli Stati Uniti si è registrata la più grossa vendita di sempre di una franchigia americana e guarda caso di mezzo c’è un fondo di investimento.

Gli States continuano a essere il principale laboratorio di questo genere di tendenza, ma anche l’Europa apre sempre di più alla possibilità di far affluire nuovi capitali per sostenere un’industria storica e piena di tradizione come quella dello sport.

Boston Celtics, una cessione che scrive la storia

Partiamo però dagli Stati Uniti, come detto scenario principale in cui i fondi di investimento operano con maggiore decisione anche per una abitudine più consolidata da parte di tutti ad operazioni di questo genere. Certo la familiarità non ha impedito di rimanere comunque colpiti da quella che è stata la cessione di una franchigia storica per lo sport americano e mondiale come i Boston Celtics. Alla fine dello scorso marzo infatti è arrivata la comunicazione ufficiale che annunciava il passaggio di proprietà per una valutazione record da 6,1 miliardi di dollari. La più alta di sempre per una qualunque franchigia dello sport americano.

I Celtics sono stati acquisiti da un gruppo di investitori guidati da William Chisholm, uno dei soci del Symphony Technology Group, un fondo d’investimento della California. Prima di Boston, il record per la cessione più cara era a quello dei Washington Commanders, squadra di football americano venduta per 6,05 miliardi di dollari. Per il closing finale dell’operazione potrebbe volerci qualche mese perché l’operazione deve essere avallata dalla NBA, ma sembrano essere questioni più di forma che non di sostanza.

Altra operazione sempre dalle parti degli States è quella che ha riguardato i San Francisco Giants nel baseball. Sixth Street, società di investimento globale fondata nel 2009 con sede proprio a San Francisco ha acquisito il 10% della franchigia valutata da Forbes 3,8 miliardi di dollari. L’ingresso di un fondo nei Giants non è una novità visto che la proprietà è mantenuta da un consorzio di 35 investitori. Il baseball in generale è stato in prima linea nel coinvolgimento del private equity, con oltre la metà delle sue 30 squadre ora in partnership con società di investimento. Il coinvolgimento di Sixth Street nello sport è sempre più massiccio. Il fondo infatti si è espanso in modo deciso nello sport, detenendo investimenti nei San Antonio Spurs in NBA, mentre nel calcio si è intervenuti su Barcelona e Real Madrid. Il CEO Alan Waxman ha evidenziato come lo streaming e la distribuzione digitale abbiano ampliato l’attrattiva globale degli sport in diretta, rendendoli una classe di asset sempre più attraente.

I fondi di investimento possibili protagonisti nella nuova lega europea FIBA-NBA

Una delle notizie degli ultimi giorni, venendo all’Europa, è certamente l’annuncio da parte di FIBA ed NBA della volontà di creare una lega in Europa sotto il controllo del campionato di basket americano. Quasi inevitabilmente è stata posta la questione di un eventuale intervento dei fondi di investimento per l’immissione delle risorse necessarie alla creazione delle squadre che dovranno prendere parte alla nuova competizione. Da questo punto di vista non è arrivata una chiusura nelle parole del Commissioner NBA Adam Silver: «Dobbiamo creare un piano di business completo con tutti i potenziali stakeholder per valutare il valore di queste franchigie e l’attrattiva mediatica delle partite. Riconosciamo, ed è per questo che la FIBA è fondamentale, che ci sono differenze significative con il modello europeo», le sue parole. Attenzione anche ai fondi sovrani del Medio Oriente, già coinvolti nelle proprietà di Manchester City e Paris Saint Germain. Non a caso infatti si è parlato di Manchester e Parigi come di due delle città europee che potrebbero essere coinvolte da FIBA ed NBA.

Anche l’Eurolega, in qualche modo la controparte di questa vicenda, nelle ultime ore ha parlato in modo esplicito di contatti e dialoghi con fondi di investimento per raccogliere ulteriori risorse per il proprio progetto che oggi rappresenta l’eccellenza del basket in Europa. «Fondi di investimento? Siamo in trattative. Abbiamo aperto questa porta e vogliamo vedere cosa c’è dietro» le parole del CEO di Eurolega Paulius Motiejunas. «Penso che sia il futuro. Possiamo crescere senza investimenti, ma con le giuste risorse possiamo accelerare il processo. L’importante è adottare l’approccio corretto» ha concluso il dirigente lituano.