Google indirizza gli elettori verso la Clinton? Polemica sulle elezioni USA

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Google indirizza gli elettori verso la Clinton? Polemica sulle elezioni USA

In clima di campagna elettorale per le presidenziali Usa di novembre, Google potrebbe stare dalla parte della Clinton? E come? Ecco cosa ha stabilito una ricerca.

Presidenziali Usa: Google dalla parte di Clinton? Addirittura il gigante dei motori di ricerca si sarebbe esposto in clima di campagna elettorale per favorire uno dei due candidati? Una ricerca dagli Stati Uniti ha esaminato alcuni casi e ha trovato delle interessanti dinamiche.

Google pro Clinton? Se il motore di ricerca più utilizzato riuscisse ad indirizzare l’elettorato da una parte invece che dall’altra, quante altre cose potrebbe con lo stesso sistema? Niente allarmismi o teorie del complotto, ma vediamo cosa ha stabilito la ricerca.

La ricerca è stata condotta dallo psicologo americano Robert Epstein ed è stata pubblicata in un’intervista a Sputnik US: nel suo studio, Epstein mostra come Google riesca a cambiare le opinioni ed i voti delle persone. Ma in che modo Google potrebbe dirigere l’elettorato verso Hillary Clinton invece che verso Donald Trump?

Non dimentichiamo che Google è il grande motore di ricerca che secondo algoritmi sconosciuti cerca e sistema i risultati richiesti dagli utenti. Milioni di persone utilizzano Google in ogni momento della giornata e in molti si fidano dei risultati che trovano.

Inoltre i sondaggi parlano chiaro e vedono Hillary Clinton in un vantaggio troppo esiguo da sentirsi al sicuro, specialmente dopo il malore che l’ha colpita l’11 settembre. Da tutto questo potrebbe trarre vantaggio Trump, ormai da alcuni già prossimo presidente Usa.

Ma in che modo Google indirizza l’elettorato? Perché dovrebbe sconvolgere i risultati di ricerca per favorire un candidato? Quante persone potrebbe influenzare? Scopriamolo in base ai dati raccolti dalla ricerca.

Google pro Clinton? Ecco cosa ha stabilito uno studio

Lo psicologo americano Robert Epstein ha condotto una ricerca con cui ha smascherato i movimenti di Google per tentare di indirizzare e manipolare le preferenze degli utenti attraverso suggerimenti di ricerca. In che modo Google potrebbe indirizzare l’elettorato?
La risposta è molto semplice: mediante il completamento automatico delle ricerche.

Epstein ha spiegato che la funzione di completamento automatico di Google nelle ricerche è basata su meccnismi diversi rispetto a quelle di altri motori di ricerca come Bing e Yahoo.
Oltre al numero di risultati, che Google ha ridotto dalla consueta decina di qualche tempo fa, nelle ricerche è diversa la pertinenza dei risultati forniti dal completamento automatico.

“Forse cercavi...” ha iniziato ad essere sempre meno di aiuto, e Epstein e la sua equipe hanno scoperto perché.

Nel giugno di quest’anno, Sourcefed aveva pubblicato un video, in cui veniva mostrato come i suggerimenti di ricerca su Google con il completamento automatico fossero sbilanciati verso la candidata democratica Hillary Clinton. Il video, dalla durata di 7 minuti, è diventato immediatamente virale superando il milione di visualizzazioni, ed è stato visto più di 25 milioni di volte nella versione ridotta a 3 minuti di Facebook.

Nel video, Matt Lieberman, mostrava - diapositiva dopo diapositiva - come le ricerche per quasi tutto ciò che ruota intorno a Hillary Clinton generasse solo suggerimenti positivi.

Google ha indirizzato gli utenti? Sembrerebbe strano, ma il confronto con gli altri motori di ricerca è stato impietoso nei confronti di Google. Sia Bing che Yahoo mostravano suggerimenti positivi e negativi, e inoltre i dati di Google Trends mostravano come le ricerche negative su Hillary Clinton fossero abbastanza comuni e, in alcuni casi, più comuni delle ricerche positive suggerite nel completamento automatico.

Google potrebbe esere a favore della Clinton? La questione si è fatta più interessante quando la ricerca è stata svolta sui candidati avversari: Bernie Sanders e Donald Trump. Per entrambi, Google suggeriva normalmente ricerche positive e negative, anche molto negative.

Se in questo modo Google avesse indirizzato il voto nelle primarie democratiche, sarebbe grave. Ovviamente Google ha negato tutto, e il completamento automatico sarebbe del tutto imparziale.

Da allora, Robert Epstein e la sua equipe all’American Institute for Behavioral Research and Technology (AIBRT) a San Diego hanno indagato in modo sistematico le affermazioni di Lieberman e Sourcefed, ottenendo risultati che confermano le affermazioni nel video di giugno e spiegano anche perché Google abbia introdotto questa propensione verso un candidato rispetto che ad un altro.

Perché Google indirizza l’elettorato? Quante persone può influenzare?

Per ridurre al minimo la possibilità che i suggerimenti del completamento automatico di Google venissero guidati da cronologie dei propri browser, Epstein e il suo staff hanno effettuato ricerche tramite il tool Tor, in modo da non poter essere riconosciuti dalla rete, oltre a pulire le cartelle di cache e cookies.

Per le stesse ricerche sulla candidata democratica Hillary Clinton, Bing e Yahoo mostrano un vasto assortimento di suggerimenti per ricerche sia positive che negative, mentre Google esclude le negative anche se poi su Google Trends risultano le più cercate.
Ma perché Google farebbe questo?

Google trattiene infatti i suggerimenti di ricerca negativi per la signora Clinton, anche quando tali ricerche mostrano grande popolarità in Trends, e suggerisce spesso termini di ricerca positivi per la signora Clinton, anche quando tali termini sono pressoché invisibili in Trends.

La ricerca di Robert Epstein ha quindi confermato le trovate di Sourcefed, ma è andata oltre, spiegando perché Google dovrebbe nascondere dei suggerimenti negativi anche quando sono tra i più cercati.

Il caso più emblematico è la ricerca fatta dal gruppo il 3 agosto cercando su Google Hillary Clinton è con lo spazio finale. Sia Bing che Yahoo hanno dato diversi suggerimenti di completamento automatico come Hillary Clinton è una bugiarda e Hillary Clinton è una criminale, mentre Google ha mostrato solo due suggerimenti, entrambi incredibilmente positivi: Hillary Clinton sta vincendo (In inglese “Hillary Clinton is winning”) e Hillary Clinton è ottima.

Tutto questo mentre su Google Trends la ricerca per Hillary Clinton è una bugiarda superava di gran lunga le ricerche positive. Per Trump, invece, c’erano sia suggerimenti negativi che positivi.

Stessa ricerca il 2 agosto, cercando su Google anti Hillary e anti Trump: Google ha fornito soltanto suggerimenti per Trump, mentre Yahoo per entrambi i candidati.

Perché Google farebbe questo? Quanto potere potrebbe avere un’indirizzamento di questo tipo?

Robert Epsterin ha condotto un esperimento su 300 persone da 44 stati Usa diversi, per capire se la loro reazione a suggerimenti negativi era diversa dalla reazione a quelli neutrali o positivi. La ricerca ha evidenziato che gli stimoli negativi attirano di gran lunga più attenzione rispetto agli stimoli neutrali o positivi.

Le persone cliccano su proposte di ricerca negative due volte più spesso rispetto a quanto cliccano su quelle positive. Inoltre, i votatori indecisi sono tutti propensi verso suggerimenti di ricerca negativi. I convinti democratici e i convinti repubblicani, invece, cercavano spesso le proposte negative sul candidato della fazione opposta.

Quindi, perché Google farebbe questo? Per muovere voti verso una parte. Per far aumentare i voti per un candidato a Google basta sopprimere i suggerimenti di completamento automatico negativi, e lasciare a disposizione quelli del rivale opposto. Alla domanda su quanto può incidere un atteggiamento di questo tipo da parte di Google, la risposta di Robert Epstein è incredibile: “tra 800mila e 3,2 milioni di persone”.

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