Prelievo forzoso per gli evasori fiscali: la proposta della Gran Bretagna

Come combattere l’evasione fiscale? Attraverso il prelievo forzoso direttamente sui conti correnti dei contribuenti irregolari. La proposta, portava avanti dal premier britannico David Cameron, suscita già numerose proteste. Ecco di cosa si tratta.

Prelievo forzoso direttamente sui conti correnti degli evasori fiscali? Una prospettiva che farebbe tremare i polsi a molti italiani, ma che per ora possono stare tranquilli. L’idea, infatti, è tutta inglese, e il governo britannico sembra intenzionato a proseguire nel suo intento nonostante le numerose e accese polemiche.

Come nasce l’idea del prelievo forzoso

Non parliamo, infatti, di una bislacca proposta proveniente da chissà chi: il prelievo forzoso per chi non ha pagato le tasse è stato annunciato direttamente dal ministro del Tesoro, George Osborne, ed era previsto già nella manovra finanziaria dello scorso marzo. Un provvedimento che ha suscitato le aspre critiche anche di alcune commissioni parlamentari, preoccupate per i possibili abusi ed errori legati all’accesso diretto a milioni di conti correnti di privati cittadini. Il premier inglese David Cameron, tuttavia, ha difeso a spada tratta il prelievo forzoso, che fa parte di un più ampio pacchetto per contrastare evasione ed elusione fiscale in Gran Bretagna.

Chi deve temere il prelievo forzoso?

Insomma, i cittadini britannici che evadono le tasse dovranno rassegnarsi all’idea di vedersi prelevato quando dovuto direttamente dai conti correnti? Al momento sembrerebbe proprio di sì, nonostante le proteste da parte di esponenti della società civile e delle opposizioni parlamentari (come l’Ukip di Nigel Farage). Ma chi è che deve davvero temere le mani «in tasca»? Il Tesoro Uk starebbe già lavorando alacremente a tutti i dettagli dell’operazione, ma il piano prevede comunque che il prelievo si applichi per quei contribuenti che devono più di mille sterline allo Stato, a condizione che si tratti di un debito di lungo periodo e che non è stato pagato nemmeno dopo l’invio di almeno 4 richieste. I contribuenti coinvolti non devono comunque temere di vedersi prosciugato il conto: il Fisco inglese deve comunque assicurarsi che rimangano a disposizione del debitore almeno 5 mila sterline.

Non si tratta, comunque, di una procedura così automatica come potrebbe sembrare a prima vista; per poterla attuare dovrà essere richiesta l’autorizzazione da parte di un tribunale. In ogni caso, in fase di prima applicazione, dovrebbe riguardare un numero molto limitato di evasori fiscali, circa 17 mila persone. Tuttavia, in caso di deflagrante successo dell’intera operazione, chissà che non sia un modello pronto a sbarcare anche in altri Paesi europei, come ad esempio il nostro.

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