Popolare Vicenza, piano industriale andrà riscritto: ecco perché. Previsti 2mila esuberi

Antonio Atte

29/09/2016

29/09/2016 - 13:25

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Popolare di Vicenza: il cda dell’istituto ha bocciato la prima bozza del piano industriale. Ecco quali voci sono destinate a cambiare.

Tutto da rifare. L’amministratore delegato della Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, dovrà riscrivere il piano industriale al 2020 dell’istituto. Nel corso dell’ultimo, lungo cda di lunedì i consiglieri hanno criticato gli utili troppo bassi previsti nel piano e giudicato troppo poco ambiziose le strategia adottate in materia di ricavi e riduzione dei costi.

Nella bozza bocciata dal board dell’istituto vicentino il ritorno all’utile (100-120 milioni di euro) era previsto solo alla fine del periodo: troppo poco secondo il consiglio d’amministrazione della banca del Nord Est.

Anche il numero degli esuberi potrebbe essere ritoccato al rialzo: su 5.000 dipendenti, la banca punta a tagliare tra le 1.500 e le 2.000 unità. Tutto è rinviato dunque alla prossima riunione del cda, fissata per il 12 ottobre, quando l’ad Iorio presenterà la nuova versione del documento, redatto insieme a Boston Consulting Group.

Popolare di Vicenza: per gli Npl sarà contattato Italfondiario

La Popolare di Vicenza vuole gettarsi il passato alle spalle e dare il via al nuovo corso targato Atlante, fondo che controlla il 99,33% del capitale sociale BpVi. La banca guidata da Francesco Iorio dovrà agire in maniera decisa sui costi - tagliando sportelli e una fetta del personale - e rilanciarsi sul piano commerciale.

Ma soprattutto dovrà affrontare la questione dei crediti deteriorati che gravano ancora sulle sue casse. A breve sarà avviata la due diligence sulle sofferenze della Popolare di Vicenza, che, grazie al sostegno del Fondo Atlante, tenterà di cederle al miglior prezzo possibile. L’obiettivo è dare il via all’operazione di deconsolidamento all’inizio del prossimo anno.

Per i Non performing loans sarà scelta una società specializzata: oltre Fonspa potrebbe scendere in campo anche Italfondiario.

Popolare Vicenza: le prossime mosse sul piano legale

Dal punto di vista legale l’istituto vicentino si muoverà in tre direzioni:

  • tavoli di conciliazione con gli azionisti (dovrebbero partire a ottobre);
  • azione di responsabilità nei confronti dei vecchi vertici (quasi ultimata);
  • possibile azione legale contro Cattolica Assicurazioni dopo la recente rottura per via della trasformazione in spa della banca (decisa dal governo tramite decreto), anche se i vertici della Popolare di Vicenza non hanno ancora archiviato la possibilità di collaborare ancora col gruppo assicurativo e sperano in un accordo.

Popolare Vicenza e Veneto Banca: per ora la fusione non si fa

Non sembra destinata a concretizzarsi in tempi brevi, invece, la prospettiva di una fusione con Veneto Banca, della quale è tornato a parlare recentemente il presidente di BpVi Gianni Mion. Intervistato da Affari e Finanza, Mion ha spiegato che

“Atlante ha disincagliato questa banca come la nave Concordia, ora ha l’opportunità di far nascere una banca triveneta con una quota di mercato significativa. Ci han sempre detto che fino a poco tempo fa la BCE non era favorevole a questa fusione, ma le cose cambiano”.

Ad ogni modo il progetto di aggregazione è subordinato all’arrivo di un nuovo azionista di maggioranza, che per adesso non sembra essere all’orizzonte.

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