Popolare di Vicenza tra multa Antitrust, rottura con Cattolica e voci su un nuovo aumento

Antonio Atte

14 Settembre 2016 - 17:13

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La Banca Popolare di Vicenza valuta il ricorso contro la multa da 4,5 milioni decisa dall’Antitrust per presunte pratiche commerciali scorrette. La rottura con Cattolica e le voci su un nuovo aumento di capitale.

La Banca Popolare di Vicenza intende fare ricorso contro la multa da 4,5 milioni di euro comminata dall’Antitrust per presunte pratiche commerciali scorrette nel periodo compreso tra il 2014 e il 2015.

Ad annunciare il ricorso è il vicepresidente dell’istituto vicentino, Salvatore Bragantini, il quale, in un’intervista al quotidiano Il Gazzettino, parla anche della possibilità di riaprire un dialogo con Cattolica Assicurazioni dopo la recente rottura e delle voci relative a un nuovo aumento di capitale da 500 milioni di euro per far fronte alle svalutazioni derivanti dalla cessione delle sofferenze.

Popolare di Vicenza valuta ricorso su multa Antitrust

Secondo l’authority la Popolare di Vicenza avrebbe spinto i clienti a diventare azionisti della banca in cambio di un mutuo agevolato, limitando “considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento” e “inducendoli ad assumere una decisione commerciale che non avrebbero altrimenti preso”.

Bragantini ha difeso la sua banca spiegando che “questa pratica di incoraggiare i sottoscrittori di mutui a diventare soci era tipica delle società bancarie mutualistico cooperative come eravamo noi fino a pochi mesi fa”.

“Dal 7 luglio - ha aggiunto - c’è un nuovo cda che vuole riportare la banca sulla retta via, sia sul piano dei comportamenti ex ante che su quello della collaborazione ex post. Speravamo che questa sorta di ravvedimento operoso venisse preso in considerazione. Ci consulteremo con i nostri legali e presumibilmente” faremo ricorso.

Popolare di Vicenza e la rottura con Cattolica

Sulla possibilità di ricucire la partnership con Cattolica, il vicepresidente di BpVi sottolinea che “non abbiamo archiviato la possibilità di collaborare con Cattolica. Certo non è facile farlo con loro dopo aver preso un calcio nei denti immotivato perché la trasformazione in spa l’ha decisa una legge dello Stato”.

E in merito alla quota del 15% detenuta nella compagnia assicurativa in cui vige ancora il voto capitario, Bragantini aggiunge: “Non è una condizione piacevole. Se venisse trasformata in spa saremmo contenti”.

Popolare di Vicenza e le voci su un nuovo aumento

Bragantini non conferma né smentisce le indiscrezioni circa un possibile nuovo aumento di capitale da 500 milioni dopo la ricapitalizzazione da 1,5 miliardi sottoscritta recentemente dal Fondo Atlante, che oggi controlla quasi il 100% del capitale azionario dell’istituto: “Per ora non parliamo. Quando e se avremo notizie le daremo”.

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