Pin INPS semplificato? Non proprio, tra incongruenze nei dati e Contact Center intasato

Pin INPS semplificato, strada in salita per richiedere il bonus di 600 euro. Tra incongruenze nei dati relativi alla residenza ed il Contact Center INPS intasato, i tempi si allungano ed in molti rischiano di arrivare impreparati al 1° aprile 2020.

Pin INPS semplificato? Non proprio, tra incongruenze nei dati e Contact Center intasato

Pin INPS semplificato solo a parole.

Ad ormai poche ore dal 1° aprile 2020, data di avvio della domanda per il bonus di 600 euro, restano in sospeso molte delle richieste per le credenziali d’accesso ai servizi online dell’Istituto.

L’annuncio dell’avvio della procedura semplificata per la richiesta del Pin INPS aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai tanti titolari di partita IVA e lavoratori non in possesso delle credenziali necessarie per inviare la domanda di richiesta del bonus di 600 euro.

Una “gioia” durata poco. Ad oggi la procedura per ottenere il Pin INPS semplificato si è letteralmente inceppata. Il problema nasce dall’incongruenza relativa ai dati dell’indirizzo indicato in fase di richiesta delle credenziali e di quelli disponibili nelle banche dati dell’INPS.

Un’anomalia riscontrata da molti utenti. Il messaggio che viene inviato dall’INPS nel caso di incongruenze informa il richiedente su un’imminente chiamata da parte del Contact Center INPS per lo sblocco della procedura. Una telefonata che in molti casi tarda ad arrivare.

Pin INPS semplificato? Non proprio, tra incongruenze nei dati e Contact Center intasato

Sono diversi gli utenti che segnalano la difficoltà nell’ottenere il Pin INPS anche con la procedura semplificata. Nella maggior parte dei casi il problema riguarda l’incongruenza tra l’indirizzo di residenza indicato ed i dati presenti negli archivi dell’INPS.

Una problematica segnalata sin dal lancio del nuovo servizio, ma che inizialmente era facilmente superabile grazie al confronto con gli operatori del Contact Center INPS, che aggiornavano le informazioni richieste in base a quanto dichiarato dal soggetto richiedente.

Ora però la procedura semplificata sembra essersi letteralmente inceppata. La telefonata, annunciata dal messaggio inviato dall’INPS per segnalare l’anomalia dei dati, non arriva. Una soluzione alternativa c’è, ed è contattare direttamente il Contact Center INPS ai numeri 803164 oppure 06164164.

Peccato che il Contact Center INPS sia in queste ore letteralmente in tilt. L’attesa per poter parlare con gli operatori è lunga, per i fortunati che riescono a mettersi in coda. I meno fortunati (la maggior parte degli utenti) non riescono neppure a prendere la linea.

Una situazione paradossale e che rende l’idea di quanto sia complesso, in Italia, dare una traduzione concreta alla parola semplificazione.

Pin INPS semplificato per il bonus di 600 euro: sistema il tilt, domanda dal 1° aprile 2020

Il problema del bonus di 600 euro è tutto nei tempi. Il 1° aprile è la data a partire dalla quale si potrà fare domanda, e considerando la scarsità delle risorse stanziate, è verosimile che non tutti i richiedenti potranno effettivamente beneficiare dell’indennità.

Pur non essendovi il “click day” annunciato dal Presidente Tridico, appare evidente che potrà ricevere il bonus di 600 euro chi arriverà per primo al traguardo dell’invio della domanda. Le istanze saranno infatti valutate in ordine cronologico di presentazione.

Il problema dei tempi è stato anche alla base del lancio del Pin INPS semplificato: dal 1° aprile si potrà fare domanda per il bonus di 600 euro inserendo la prima parte delle credenziali inviate dall’Istituto tramite sms o e-mail.

Sarà possibile utilizzare anche il Pin ordinario (oltre che dispositivo), e restano valide le ulteriori modalità di accesso ai servizi online dell’INPS tramite Spid, CNS o CIE.

Come anticipavamo in apertura, non tutti i titolari di partita IVA, così come i lavoratori agricoli, del turismo o dello spettacolo, sono in possesso delle credenziali personali per l’accesso al portale dell’INPS, anche considerando il ricorso frequente ad intermediari per l’invio di domande e pratiche amministrative.

Il bonus di 600 euro non potrà essere richiesto dagli intermediari: commercialisti e consulenti del lavoro non possono quindi trasmettere le istanze per gli utenti in delega.

Ed è a fronte di ciò che la semplificazione annunciata dall’INPS era stata accolta in maniera positiva.

Peccato però che alla prova dei fatti non sia cambiato nulla: ci perdiamo nei piccoli cavilli di un sistema iper-burocratizzato e tutt’altro che efficiente nell’affrontare situazioni di emergenza economica e sociale come quella causata dal coronavirus.

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