Petrolio: prezzo in rialzo sull’ottimismo dell’OPEC, focus sui tassi Fed

Prosegue il rimbalzo del Wti e del Brent sopra la soglia dei 50 dollari a barile. Ma con il crescere delle aspettative sul rialzo dei tassi USA, cosa potrebbe accadere?

Le quotazioni del petrolio dovrebbero recuperare terreno rispetto al trend ribassista degli ultimi mesi. La notizia arriva dall’Opec, che rivede al rialzo le stime sulla richiesta globale di petrolio per l’anno in corso. Ecco perché e quali sono le prospettive nel breve termine.

Opec, quotazioni al rialzo nonostante il rallentamento globale

Stando al report dell’Opec per il mese di ottobre, la domanda mondiale di petrolio aumenterà di 1,5 mln di barili al giorno e sarà rivista al rialzo di 40 mila barili rispetto alle previsioni precedenti. A far lievitare le quotazioni del petrolio sui mercati delle commodities nella giornata odierna sono anche le dichiarazioni ottimiste del ministro Ali al-Omair del Kuwait. Sia il Brent londinese che il Wti statunitense si apprezzano sopra la soglia dei 50 dollari.

Le quotazioni dell’oro nero balzano, registrando una seppur lieve ripresa, dopo che Ali al-Omair ha ribadito secondo fonti Reuters che

La crescita economica e la rimozione dei produttori con costi elevati dovrebbero aiutare a rafforzare i bilanci globali petroliferi.

Opec, quotazioni al rialzo: verso il bilancio 2015

Dopo il trend ribassista registrato dal petrolio negli ultimi mesi, con il picco segnato ad agosto a seguito del rallentamento sulla scia del tracollo cinese, le quotazioni del Brent e del Wti si sono rimesse in carreggiata.
Solo in agosto, il Brent aveva subito un tonfo notevole, superiore al 50% del picco che aveva registrato l’anno precedente: le quotazioni oscillavano intorno ai 40 dollari al barile rispetto al rally di 115 dollari raggiunto nel mese di giugno 2014.
Nonostante la congiuntura mondiale, il trend dell’oro nero sembra aver invertito, almeno per il momento il senso di marcia, considerato che già la scorsa settimana il Wti americano è salito del 9%, favorito anche dalle aspettative dei mercati sulll’allontanamento della stretta monetaria USA.

Come è noto, la relazione inversamente proporzionale tra dollaro USA e commodities ha fatto la sua parte nel far risalire la china delle ultime settimane alle quotazioni del settore oil.

Tuttavia nonostante l’indirizzo dell’Opec e il rimbalzo delle quotazioni del mese di ottobre, il prezzo del petrolio rimane più basso del 20% dai rialzi maggiori registrati durante l’anno. Non solo. Resta evidente che qualora la Fed decidesse di aumentare i tassi entro la fine del 2015, i risultati di questa ripresa rischierebbero di essere vanificati.

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