Petrolio: il rally durerà? Le previsioni

Pierandrea Ferrari

20 Febbraio 2021 - 21:30

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Dopo il tonfo della scorsa primavera la quotazione del petrolio è tornata a correre, ora ai livelli pre-pandemia. Ma il rally è destinato a durare? Ecco le previsioni di JP Morgan.

Petrolio: il rally durerà? Le previsioni

Il rally del petrolio, che di fatto ha risollevato la quotazione della commodity dopo i picchi negativi della scorsa primavera, è destinato a durare? Questo l’interrogativo che rimbalza da giorni tra gli analisti, affaccendati a districarsi in quella moltitudine di fattori rialzisti e ribassisti che potrebbero giocare un ruolo nelle performance del settore petrolifero.

A tentare una risposta, oggi, è stata JP Morgan: quali sono i prossimi obiettivi del petrolio dopo la corsa forsennata degli ultimi mesi?

Le previsioni di JP Morgan sul petrolio

Nel pomeriggio di venerdì 19 febbraio, il Brent – greggio del Mare del Nord e benchmark in campo petrolifero – veniva scambiato a 63 dollari al barile. Più indietro, invece, il petrolio texano Wti,a quota 59 dollari.

In entrambi i casi si tratta di una quotazione a distanza di sicurezza dai minimi della scorsa primavera, quando il Brent scese a 16,6 dollari e il Wti persino in territorio negativo: da lì, poi, una rapida risalita che vede ora il comparto tornare sui livelli che avevano preceduto la fiammata della pandemia.

Con il processo di vaccinazione sullo sfondo, JP Morgan punta ora su un ulteriore strappo in avanti del greggio Brent e Wti, dopo il +20% già incassato nelle prime settimane del 2021. A parlarne ai microfoni della Cnbc è stato Kerry Craig, analista della banca newyorchese:

“Penso che il petrolio abbia ancora spazio per muoversi verso l’alto, ma non sto pensando a un prezzo di 80 o 90 dollari. Piuttosto, potrebbe guadagnare ancora 5 o 10 dollari al barile”.

I fattori rialzisti dietro il rally del petrolio

Dietro alle previsioni di JP Morgan e al rally degli ultimi mesi due fattori rialzisti: in primo luogo, la prospettiva concreta di un rimbalzo dell’economia globale grazie alle vaccinazioni in corso, con il Regno Unito e gli Stati Uniti sugli scudi. D’altra parte, però, la domanda di petrolio potrebbe subire il passo incerto dell’UE, alle prese con il taglio delle forniture delle Big Pharma, e anche il congelamento dei viaggi internazionali, motore (inceppato) del settore petrolifero.

Una scossa arriva poi dalle decisioni maturate da OPEC+, l’organizzazione che riunisce i Paesi esportatori di petrolio allargata a dieci membri non OPEC: i tagli alla produzione – ma anche eventi temporanei come le gelate negli Stati Uniti - hanno fin qui contribuito alla corsa forsennata del prezzo del greggio, e secondo JP Morgan i freni alle raffinerie internazionali potrebbero essere mantenuti nei prossimi mesi.

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