Petrolio, previsioni AIE: prezzo a 80$ solo nel 2020

Secondo l’ultimo rapporto dell’International Energy Agency i prezzi del petrolio sono pronti per una lenta ripresa. L’Agenzia consiglia poi la fine dei tagli agli investimenti nel settore petrolifero.

Nel suo ultimo World Energy Outlook, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) vede il principale scenario sugli sviluppi dei prezzi del petrolio portare il barile a raggiungere gli 80 dollari solo nel 2020, con possibili ulteriori aumenti nel periodo successivo.

L’AIE prevede che la domanda aumenti molto lentamente fino al 2020 al ritmo di circa 900.000 barili al giorno ogni anno, arrivando ad una domanda giornaliera entro il 2040 di 103,5 milioni di barile a fronte degli attuali 94,5 milioni.

World Energy Outlook AIE: domanda e offerta rallenteranno gradualmente, ma occhio ai tagli sugli investimenti

Il direttore esecutivo dell’AIE Fatih Birol ha dichiarato alla CNBC che l’ipotesi che il prezzo del petrolio rimanga a lungo in orbita 50 dollari a barile non sia mai stata verosimile.
Birol ha aggiunto che la crescita della produzione in Iraq sia sul punto di rallentare per le turbolenze geopolitiche che il paese vive, mentre la crescita di produzione in Brasile, Canada e Russia non è più forte come prima.

Le strategie che adotterà il Medio Oriente saranno dunque cruciali per gli sviluppi dei prezzi dell’oro nero, con l’Iran potrebbe dare un contributo significativo alla produzione di petrolio.

L’outlook dell’Agenzia vede una domanda di petrolio in calo da parte di Stati Uniti, Unione Europea e Giappone di circa 10 milioni di barili al giorno entro il 2040.

Birol ha poi sottolineato come l’energia pulita sia un altro elemento fondamentale che incide sulla domanda di petrolio. Il mondo sta diventando sempre più efficiente e quindi

La domanda di petrolio non crescerà in futuro, come fortemente ha fatto in passato.

L’AIE ha dichiarato poi nella sua relazione che la spesa in esplorazioni e produzione sia diminuita di oltre il 20% nel 2015, ma ammonisce riguardo ulteriori tagli.

Gli attuali investimenti annui da 630 miliardi di dollari bastano solamente per la produzione in diminuzione di quest’anno e per mantenere la stessa agli attuali livelli.

Un’altro scenario ipotizzato dall’AIE, ma meno probabile, prevede che i prezzi rimangano in area 50 dollari molto più a lungo, almeno fino al 2020.
In questo caso per arrivare a prezzi di 85 dollari a barile si dovrebbe aspettare il 2040.

Questo outlook al ribasso si è basato, secondo quanto dichiarato dall’AIE su

ipotesi di crescita debole a breve termine per l’economia globale, un Medio Oriente più stabile dal punto di vista politico e sul proseguimento della strategia produttiva attuale da parte dell’Opec.

Dietro al prezzo del petrolio strategie commerciali dei paesi Opec

Il petrolio attualmente vive una fase di prezzi minimi, che gravitano attorno ai 50 dollari a fronte di un valore a giugno 2014 di 114 dollari a barile. La causa di questo deprezzamento è da ricercarsi nella diminuzione della domanda a fronte di una produzione costante.

I principali produttori di petrolio, come l’Opec (Organizzazione di Petrolio Paesi Esportatori), si sono rifiutato di tagliare i livelli di produzione (e hanno spesso superato il tetto massimo di produzione al giorno) al fine di mantenere la quota di mercato di fronte alla concorrenza dei produttori di shale oil statunitensi.

Gli stessi sono stati costretti a chiudere gli impianti o a ridurre la produzione di shale oil, vista l’impossibilità a fare concorrenza ad un petrolio scambiato a prezzi di sconto. La strategia dell’Opec sembra quindi funzionare alla perfezione.

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