Petrolio: ecco perché l’accordo tra l’OPEC e i suoi rivali non arriverà a breve

Le dichiarazioni di funzionari del Kuwait e dell’Iraq avevano lasciato intendere un possibile accordo tra Opec e membri extra-Opec. Sarà vero?

Nella seduta odierna, i prezzi del petrolio tornano a scendere dopo che il dato sulle scorte USA di greggio ha mostrato un valore quasi 3 volte superiore al consenso. Nella giornata di ieri invece il greggio sembrava aver trovato forza dopo le dichiarazioni di funzionari del Kuwait e dell’Iraq che sembravano aver aperto le porte ad una possibile cooperazione tra grandi produttori non-Opec e Opec.

Sicuramente il crollo dei prezzi del petrolio (-70% dai massimi dello scorso anno) ha portato enormi difficoltà ai Paesi produttori, soprattutto a quelli che ne producono di più (come ad esempio Russia e Arabia Saudita). E’ arrivato il momento di una tregua tra i grandi produttori non-Opec e dei membri del Cartello?

Petrolio: scorte USA di greggio ben oltre le attese

I prezzi del petrolio tornano a scendere a causa dell’aumento inatteso delle scorte di greggio statunitensi. Nella giornata di ieri si era potuto assistere ad un recupero delle quotazioni dell’oro nero grazie alle dichiarazioni rilasciate da funzionari dell’Iraq e del Kuwait che avevano lasciato intendere una possibile cooperazione tra i Paesi Opec e i grandi produttori non-Opec.

Petrolio: la spaccatura all’interno dell’Opec

La svalutazione del 70% del petrolio, rispetto alle quotazioni massime dello scorso anno, ha pesantemente inficiato sulle finanze pubbliche di quei Paesi che dipendono per la maggior parte dalle esportazioni di greggio, come ad esempio Russia ed Arabia Saudita, costtrette a varare tagli di spesa pubblica per frenare il deficit generato dal declino senza sosta dei prezzi dell’oro nero.

Nelle scorse settimane erano già pervenute richieste da parte di alcuni membri dell’Opec, come Nigeria e Venezuela, che chiedevano una riunione d’emergenza per discutere di eventuali tagli della produzione.

La prossima riunione del Cartello è fissata per Giugno, e molti Paesi dell’organizzazione petrolifera vorrebbero fermare l’emorragia dei prezzi del greggio. Per ora però, non sembra che Arabia Saudita, Emirati Arabi e Iran siano a favore di tale taglio, se non eventualmente in concomitanza con una diminuzione dell’offerta di Paesi extra-Opec.

Da qui le aspettative per un accordo sono risalite. Come riferito da un analista di AvaTrade, non c’è dubbio che membri dell’Opec e produttori extra-cartello abbiano vissuto, e stanno vivendo, momenti dolorosi. Entrambi i fronti potrebbero decidere quindi di accordarsi per un “cessare il fuoco” per quel che riguarda la produzione di greggio.

Tuttavia, molti esperti ed economisti si aspettano che tale accordo non arriverà a breve.

Petrolio, analisti: accordo tra Opec e Paesi rivali non arriverà a breve

Il direttore del commodity research di ClipperData, Matt Smith, ha dichiarato di essere piuttosto scettico su ogni tipo di collaborazione tra Opec e Stati extra-Opec. Questo scetticismo proviene soprattutto dallo scorso anno, quando ogni tipo di accordo sul taglio della produzione tra gli stessi membri dell’Opec non ha avuto luogo.

Il massimo rappresentante del Kuwait nell’Opec, Nawal al-Fuzaia, ieri aveva dichiarato che il cartello potrebbe cooperare con altri Paesi non membri per stabilizzare il mercato petrolifero, avvertendo però che i concorrenti del Cartello dovranno dare una prova seria di collaborazione.

L’Arabia Saudita in questo senso ha già reso noto che si rifiuterà di fare qualsiasi tipo di taglio della produzione finché anche la Russia non deciderà di collaborare.

James Williams, energy economist di WTRG Economics, ha spiegato che ci sono veramente poche probabilità che l’Arabia Saudita parteciperà ad un taglio della produzione prima della prossima riunione del Cartello di Giugno.

Inoltre, l’esperto ha dichiarato di non aspettarsi un cambiamento di politica neanche da parte dei produttori extra-Opec fino a Giugno e anche oltre.

Il bisogno di una riduzione della produzione di greggio è chiaro. Tuttavia, tale evenienza rimarrà incerta finché l’Arabia Saudita e i suoi alleati non decideranno di cambiare le carte in tavola. Questo è ciò che ha dichiarato Tim Evans, energy futures specialist a Citi Futures.

L’esperto ha spiegato che senza l’Arabia Saudita sarà impossibile raggiungere un accordo e che il mercato sarà lasciato solo a cercare di riequilibrarsi naturalmente dopo un lento e doloroso declino dell’output dei membri non-Opec.

Petrolio: statistiche di Gennaio hanno registrato un aumento della produzione USA

Da una proiezione della società di statistica Platts, emerge che nel mese di Dicembre la produzione dell’Opec era intorno ai 32,28 milioni di barili giornalieri, di cui 10,1 prodotti dall’Arabia Saudita.

Anche la produzione di shale oil statunitense è rimasta piuttosto forte, nonostante il calo dei prezzi del WTI. La fornitura totale degli USA ammontava a 9,235 milioni di barili giornalieri nella settimana terminata il 15 Gennaio. Questo dato è in aumento rispetto ai 9,186 milioni di barili dello stesso periodo dello scorso anno.

ClipperData: Opec non ha motivo di tagliare la produzione adesso

La produzione flessibile degli USA ha sorpreso i membri dell’Opec che quindi potrebbero continuare a perseguire la politica di produzione intrapresa negli scorsi mesi, finché non si vedranno chiari segni di indebolimento della fornitura dai rivali statunitensi.

Nonostante la massiccia produzione di greggio, i bassi prezzi del petrolio hanno messo in difficoltà il settore Oil & Gas statunitense, indicando che l’ultima proiezione trimestrale degli utili delle compagnie petrolifere USA ha mostrato una continua contrazione degli investimenti.

Sapendo questo, non ha senso per l’Opec allentare la morsa adesso dopo aver messo in difficoltà i produttori di petrolio ad alto costo per un anno intero. Da qui, “è molto improbabile che un’azione coordinata tra Opec e membri non-Opec possa arrivare adesso” conclude Smith di ClipperData.

Fonte: Marketwatch.com

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.